IL MONOPOLIO DEL RISCHIO: DALLE BIG TECH ALLA PREVENZIONE DELLA VIOLENZA
L’appello alle Istituzioni: superare le letture ideologiche e adottare la psicotraumatologia relazionale, la valutazione clinica e il trattamento integrato degli autori per azzerare la letalità.
ROMA – L’AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia), attiva dal 2001 nella ricerca e nell'intervento clinico sul trauma relazionale e sui comportamenti violenti, evidenzia una criticità strutturale nelle attuali strategie di prevenzione. In modo analogo a quanto avviene in altri settori emergenti – dove la narrazione del rischio orienta le scelte normative –, anche nell'ambito della violenza relazionale e degli omicidi familiari si riscontra una progressiva concentrazione degli interventi su un modello quasi esclusivamente sociale e assistenziale. Questa impostazione rischia di marginalizzare parametri oggettivi, terzi e fondati sull’evidenza clinica ed epidemiologica.
I dati sul campo delineano un quadro non riducibile a semplificazioni ideologiche:
- Epidemiologia e grado di familiarità: Se il femminicidio colpisce in prevalenza per mano di partner o ex partner, i dati documentano tassi altrettanto critici di omicidi e tentati omicidi ai danni di uomini, perpetrati all’interno della prossimità relazionale (parenti, conviventi o conoscenti stretti).
- Matrice clinica del passaggio all'atto: L’escalation letale trova radice nella psicotraumatologia relazionale, nella disregolazione emotiva e nel crollo del controllo degli impulsi dovuto all'uscita dalla finestra di tolleranza, drammaticamente ristretta nei quadri con trauma complesso (C-PTSD), come attestano le ricerche di CIPR, ONOF e AIPC.
- Efficacia del trattamento degli autori: Intervenire precocemente sulla sorgente del rischio è la vera chiave preventiva: la presa in carico clinica dei presunti autori di condotte violente e persecutorie correla con un trend documentato di riduzione di omicidi, tentati omicidi e recidive a danno delle donne.
- Valutazione clinica del rischio: La tutela della vita richiede protocolli clinici standardizzati e indipendenti dal genere (come il protocollo V.E.R.A.), capaci di profilare obiettivamente il grado di familiarità e la vulnerabilità neurofisiologica.
Le richieste alle Istituzioni
Si rivolge pertanto un appello formale alle Commissioni parlamentari, ai Ministeri competenti e ai decisori pubblici affinché promuovano una riforma strutturale degli interventi di contrasto alla violenza:
- Istituzione di un Tavolo Tecnico Permanente e Inclusivo, aperto a enti di ricerca clinica indipendenti e a professionisti della psicotraumatologia relazionale con comprovata esperienza scientifica sul campo.
- Adozione di standard e protocolli clinici validati, per garantire valutazioni del rischio oggettive, terze e scientificamente calibrate sulla letalità intra-familiare.
- Finanziamento strutturale dei programmi di trattamento per autori di violenza, riconoscendo nel disinnesco della disregolazione emotiva e del trauma l'intervento primario per la salvaguardia della vita delle vittime.
- Allocazione delle risorse fondata sull'efficacia clinica e sui dati empirici, superando l'autoreferenzialità per intercettare tempestivamente il passaggio all'atto.
Invito alla giornata formativa gratuita del 7 novembre
Per approfondire sul piano clinico, metodologico ed esperienziale i costrutti del trauma complesso, della regolazione neurovegetativa e della valutazione del rischio, AIPC e CIPR promuovono la giornata formativa specialistica del 7 novembre: un evento aperto e gratuito articolato tra sessione plenaria online e laboratori applicativi dedicati a biofeedback, protocollo N.E.S.T. e tecniche di rielaborazione neuro-emotiva.
- Sessione mattutina | Plenaria teorico-clinica (Online su GoTo, 10:00 – 12:00): fino a 100 partecipanti aperto a tutti, sarà rilasciato l’attestato di partecipazione.
- Sessione pomeridiana | Laboratorio esperienziale (In presenza a Roma, 15:00 – 18:00): fino a 10 partecipanti in presenza riservato a psicologi, psicoterapeuti e psichiatri abilitati o in formazione (riservato a chi ha in corso una terapia personale continuativa da almeno 12 mesi, max 10 posti complessivi).
Cliccando sul seguente link:
Sarà possibile consultare il programma dettagliato, tutte le informazioni per frequentare la giornata del 7 novembre e scaricare la scheda di iscrizione, che andrà debitamente compilata e rispedita via e-mail all'indirizzo aipcitalia@gmail.com. 4 novembre (termine ultimo per l'invio delle iscrizioni).
Contatti :
AIPC – Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia
E-mail: aipcitalia@gmail.com
Sito web: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
WhatsApp: +39 392 440 1930 (attivo dalle 11:00 alle 16:00)
