La grammatica della violenza nei legami: l'analisi criminologica del report ONOF (25 giugno - 1° luglio 2026).
Curatori del report: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.ssa Tiziana Calzone
Analisi dei dati: Dott.ssa Elisa Ninivaggi
1. Introduzione e inquadramento degli enti di riferimento
L'analisi scientifica delle condotte lesive nei legami di prossimità impone l'adozione di modelli clinici integrati, in grado di andare oltre il mero dato giuridico-penale per decodificare le alterazioni psicofisiologiche alla base del passaggio all'atto. Il presente monitoraggio viene redatto sotto la supervisione di un'équipe multidisciplinare impegnata nello studio circolare del trauma e dell'agito violento:
- AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia): Ente del Terzo Settore (ETS) costituito a Roma nel 2001 (CF: 97238660589). Si fa promotore di un intervento clinico "circolare", orientato sia alla tutela delle vittime sia al trattamento dei presunti autori di violenza. Ha sviluppato il protocollo scientifico A.I.P.C. Scientific Violence Screening (ASVS), finalizzato alla valutazione del rischio in un'ottica prettamente clinica e non sociale. Al suo intra trova applicazione il protocollo V.E.R.A. (Violence Emotional Risk Assessment), che standardizza l'assessment integrando colloqui specialistici, strumenti psicodiagnostici e rilievi psicofisiologici tramite biofeedback, strutturando percorsi basati su psicotraumatologia relazionale, psicoterapia sensomotoria e mindfulness.
- CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale): Polo clinico d'eccellenza specializzato nell'intervento sul Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso (C-PTSD) e sulle problematiche di disregolazione emotiva, operativo nelle sedi di Roma e Pescara. L'approccio terapeutico unisce l'intervento clinico al monitoraggio di parametri psicofisiologici oggettivi (quali la variabilità della frequenza cardiaca - HRV e la conduttanza cutanea), volti a riequilibrare il sistema nervoso autonomo e ad ampliare la finestra di tolleranza del soggetto.
- ONOF (Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari): Organismo di ricerca permanente fondato nel 2013, dedicato alla raccolta epidemiologica e alla catalogazione delle condotte omicidiarie consumate all'interno di reti di prossimità relazionale. L'obiettivo dell'osservatorio è mappare i profili criminologici ricorrenti, isolando la variabile centrale del grado di familiarità per affinare le strategie di prevenzione precoce e di valutazione della letalità.
2. Metodologia di raccolta dati in chiave OSINT e margine di errore
Le evidenze epidemiologiche esposte in questa analisi settimanale non si basano sui dati consolidati delle forze dell'ordine o dei canali giudiziari istituzionali, i quali presentano tempi di elaborazione fisiologicamente più lunghi. La raccolta si avvale dell'approccio OSINT (Open Source Intelligence), basato sul monitoraggio sistematico, l'estrazione e la verifica incrociata delle notizie relative a fatti di cronaca pubblicate dai media e dalle agenzie di stampa nazionali.
Se da un lato l'intelligence da fonti aperte offre il vantaggio di fotografare il fenomeno criminoso in tempo reale nel momento in cui emerge pubblicamente, dall'altro sconta precisi limiti intrinseci. Esiste infatti un fisiologico margine di errore dovuto alla fluidità e alla parzialità delle informazioni giornalistiche nelle prime fasi di diffusione della notizia.
3. Definizioni dei parametri scientifici ed epidemiologici
- Campione Complessivo (N): Rappresenta la totalità degli eventi delittuosi (siano essi reati consumati o tentati) intercettati e censiti nel corso della settimana di riferimento all'interno di un contesto relazionale o di prossimità.
- Delitto Familiare: Nella tassonomia clinica adottata dall'AIPC, rientrano in questa definizione le condotte distruttive (omicidi, tentati omicidi, suicidi e tentati suicidi correlati) che si verificano all'interno di una rete relazionale significativa, sia essa legata a vincoli di sangue, affettivi, sentimentali, di coabitazione o di vicinato.
- Grado di Familiarità: Parametro qualitativo derivato dalla psicotraumatologia relazionale, essenziale per definire la natura del legame tra la persona offesa e il presunto autore. Viene articolato in macro-categorie relazionali: Partner, ex-partner, parenti, amici, conoscenti (compresi vicini di casa, amici e reti di prossimità allargata) e sé stesso/a (in riferimento a condotte autolesive associate all'evento).
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4. Analisi epidemiologica del campione settimanale e distinzione dei profili di genere
Nella settimana compresa tra il 25 Giugno e il 1° luglio 2026, l'attività di intelligence OSINT ha registrato un campione complessivo di eventi che ha coinvolto un totale di vittime e presunti autori o rei confessi.
4.1 Distribuzione per sesso
· Sesso delle vittime: Il 78% dei soggetti colpiti appartiene al genere maschile, mentre il restante 22% appartiene al genere femminile.
· Sesso dei presunti autori: La totalità dei presunti responsabili, pari al 100% , appartiene al genere maschile. Non si registrano autrici di sesso femminile nel periodo preso in esame.
4.2 Analisi degli omicidi consumati: focus sulla qualificazione delle vittime femminili
Nel corso della settimana sono stati censiti omicidi consumati, all'interno dei quali si evidenzia una netta prevalenza di vittime di genere maschile (75%, ) rispetto a quelle di genere femminile (25%, ).
L'applicazione dei criteri scientifici ONOF impone un focus rigoroso sulla natura relazionale delle vittime di genere femminile per stabilire la ricorrenza della categoria clinico-criminologica di femminicidio:
Omicidi familiari non classificabili come femminicidio (100% delle vittime femminili, ): Entrambe le vittime di genere femminile sono state registrate all'interno del medesimo, tragico evento consumatosi a Roma (un triplice omicidio perpetrato in ambiente domestico). Le vittime sono una donna di 38 anni e una bambina di soli 6 anni. Sulla base dei rilievi investigativi e relazionali, il presunto autore dell'agito distruttivo è stato identificato in un amico di famiglia (Conoscente). Di conseguenza, l'episodio non è riconducibile alla categoria del femminicidio, poiché l'azione letale non è stata compiuta da un partner o ex-partner all'interno di un legame affettivo o sentimentale, configurandosi invece come un gravissimo delitto di prossimità interpersonale (rete dei conoscenti) alimentato da dinamiche esterne alla coppia.
Femminicidio consumato (0% delle vittime femminili, ): Nel corso della settimana non sono stati intercettati omicidi di donne perpetrati da partner o ex-partner.
4.3 Analisi dei tentati omicidi: Assenza di tentati femminicidi
I casi rimasti allo stadio di tentativo coinvolgono un unico evento che evidenzia una polarizzazione totale sul sesso maschile:
· Vittime di genere maschile: 100% . L'episodio fa riferimento al grave ferimento di un uomo di 65 anni a Sant'Angelo Romano da parte di un vicino di casa (Conoscente).
· Vittime di genere femminile (Tentato Femminicidio): 0% . Nessun soggetto di genere femminile è stato bersaglio di tentato omicidio o di tentato femminicidio nella settimana in esame.
5. Disarticolazione dettagliata delle variabili target
A. Variabile anagrafica: Classi d'età
- Età delle Vittime : La fascia d'età compresa tra i 36 e i 53 anni si conferma l'asse principale del fenomeno, saturando il 45% del campione complessivo . Le fasce della minore età (0-17 anni, in cui rientra la bambina di 6 anni a Roma), dei giovani adulti (18-35 anni) e degli anziani (72+ anni) registrano un'incidenza dell'11% ciascuna (con rispettivo). La fascia 54-71 anni attesta infine il 22% delle vittime .
- Età dei Presunti Autori : La concentrazione anagrafica degli aggressori si colloca prevalentemente nella fascia adulta 36-53 anni, che copre il 73% dei casi . Il restante 27% è rappresentato da giovani adulti appartenenti alla fascia 18-35 anni . Non si registrano autori minorenni o ultrasessantenni.
B. Variabile relazionale: Il grado di familiarità
I dati scientifici di questa settimana indicano una totale assenza di conflittualità letale o tentata tra partner o ex-partner in senso stretto . Lo spettro del rischio si è polarizzato in maniera netta su due livelli:
- Conoscenti (89% delle vittime, ; 91% degli autori, ): Rappresenta la quota ampiamente maggioritaria del campione. Essa racchiude la totalità degli omicidi commessi verso le donne (l'amico di famiglia a Roma), la quasi interezza degli omicidi contro gli uomini (liti di vicinato, coabitazione, motivi di pizzeria o gelosia) e il singolo caso di tentato omicidio.
- Parenti (11% delle vittime, ; 9% degli autori, ): Circoscrive il solo episodio di fratricidio registrato nel contesto domestico romano (Primavalle).
C. Variabile strumentale e geografica
- Armi e modalità: Negli omicidi consumati predomina l'uso dell'arma da taglio (utilizzata nel 50% dei casi letali contro gli uomini e nel 100% dei casi contro le donne, incluse le vittime della strage romana), seguita da armi da fuoco (17%), aggressione fisica diretta (17%) e altre modalità distruttive come l'incendio doloso (classificato come "altro", 17%). Nel tentato omicidio ai danni dell'uomo si è registrata un'aggressione fisica diretta (100%).
- Distribuzione Geografica: Sotto il profilo della localizzazione geografica (calcolata per singolo evento/offender), i delitti mostrano una prevalenza nell'area del Centro Italia, che drena il 57% dei casi totali . Segue il Nord con il 29% e il Sud/Isole con il 14% .
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6. Inquadramento psicotraumatologico relazionale dell'agito
L'interpretazione clinica fornita dalle équipe dell'ONOF e del CIPR evidenzia come la gravità degli agiti distruttivi censiti in questo arco temporale debba essere letta attraverso i costrutti della psicotraumatologia relazionale, ponendo l'accento sulla variabile del grado di familiarità, sulla disregolazione emotiva e sul superamento della finestra di tolleranza.
La finestra di tolleranza definisce quell'intervallo di attivazione neurofisiologica ottimale entro cui un individuo riesce a elaborare stress, conflitti interpersonali e stimoli frustranti senza compromettere l'equilibrio del proprio sistema nervoso autonomo. Nei soggetti che presentano quadri traumatici complessi (C-PTSD) o risonanze relazionali non elaborate, tale spazio di autoregolazione è drasticamente ristretto. Di fronte a un fattore scatenante acuto — sia esso una contesa di vicinato, una lite tra coinquilini o un dissidio fraterno — l'individuo sperimenta un repentino scompenso, uscendo dalla propria finestra di tolleranza ed entrando in uno stato di iper-attivazione simpatica.
Il passaggio all'atto grave (acting-out) si struttura così come un'improvvisa e drammatica perdita del controllo degli impulsi, causata da un temporaneo blackout delle funzioni regolative della corteccia prefrontale. L'impulso distruttivo si traduce nell'immediato impiego della forza fisica o nella captazione subitanea di armi bianche o da taglio (che difatti saturano la maggior parte delle condotte letali della settimana), a dimostrazione di come il grado di familiarità e la prossimità dei contesti di vita modulino la risonanza emotiva e la potenziale letalità del conflitto.
7. Contatti, servizi di ascolto e orientamento sulla violenza
L'AIPC e il CIPR mantengono operativi presidi specialistici focalizzati sulla stabilizzazione psicofisiologica e sull'ampliamento della finestra di tolleranza:
Sportello di ascolto e orientamento nazionale: Uno spazio di accoglienza clinica aperto a tutti gli individui, senza alcuna distinzione di genere o di ruolo (vittime di violenza subita, testimoni di violenza assistita, familiari e autori di agiti maltrattanti o violenti). Su richiesta, viene offerto un inquadramento psicodiagnostico e psicofisiologico supportato da strumentazione biofeedback, oltre a percorsi di training individuali, di coppia o familiari.
Canali di contatto diretti:
Telefono / WhatsApp: 3924401930 (Servizio attivo tutti i giorni, festivi esclusi, nella fascia oraria dalle ore 11:00 alle ore 16:00).
E-mail istituzionale: aipcitalia@gmail.com
Sito web scientifico: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
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