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La letalità dei delitti familiari: profiling ONOF, settimana 28 maggio - 3 giugno 2026.

08/06/2026 07:38

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La letalità dei delitti familiari: profiling ONOF, settimana 28 maggio - 3 giugno 2026.

La letalità dei delitti familiari: profiling ONOF, settimana 28 maggio - 3 giugno 2026.  Curatori del Report: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.ssa Tizian

La letalità dei delitti familiari: profiling ONOF, settimana 28 maggio - 3 giugno 2026. 

 

Curatori del Report: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.ssa Tiziana Calzone

Analisi dei Dati: Dott.ssa Elisa Ninivaggi

 

1. Introduzione e inquadramento degli enti di riferimento

La comprensione della violenza interpersonale nei contesti di prossimità richiede schemi clinici complessi, capaci di superare la mera catalogazione penalistica per decodificare i meccanismi psicofisiologici che precedono il passaggio all'atto grave. Il presente report settimanale è elaborato sotto la direzione scientifica di un network multidisciplinare che studia e tratta il trauma e l'agito violento in chiave circolare:

  • AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia): Ente del Terzo Settore (ETS) fondato a Roma nel 2001. Promuove una presa in carico "circolare" della violenza, accogliendo e valutando sia le vittime sia i presunti autori di reati violenti. Utilizza il modello A.I.P.C. Scientific Violence Screening, al cui interno opera il protocollo clinico V.E.R.A. (Violence Emotional Risk Assessment). Tale strumento standardizza la valutazione del rischio integrando colloqui clinici, psicodiagnostica e misurazioni psicofisiologiche tramite biofeedback, strutturando percorsi basati su psicotraumatologia relazionale, psicoterapia sensomotoria e mindfulness.
  • CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale): Polo clinico operativo specializzato nel trattamento del Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso (C-PTSD) e della disregolazione emotiva, attivo nelle sedi di Roma e Pescara. Applica protocolli terapeutici integrati a marcatori psicofisiologici oggettivi (conduttanza cutanea e variabilità della frequenza cardiaca - HRV) per ripristinare la regolazione del sistema nervoso autonomo e ampliare la finestra di tolleranza.
  • ONOF (Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari): Organo di ricerca permanente fondato nel 2013, preposto al monitoraggio epidemiologico e alla catalogazione dei delitti commessi in Italia in contesti di prossimità relazionale. Traduce i dati grezzi in profili criminologici ricorrenti (isolando le variabili di genere, età e grado di familiarità) per orientare la prevenzione precoce e stimare la letalità potenziale delle dinamiche intrafamiliari.

 

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2. Metodologia di raccolta dati in chiave OSINT e margine di errore

I dati epidemiologici discussi in questo report settimanale non provengono dai registri consolidati delle istituzioni giudiziarie o delle forze dell'ordine, i cui tempi di rilascio risultano fisiologicamente dilatati. La ricerca si avvale invece della metodologia OSINT (Open Source Intelligence), basata sul monitoraggio costante, l'estrazione e l'incrocio delle informazioni di pubblica utilità diffuse quotidianamente dalle testate giornalistiche e dalle agenzie di stampa.

L'applicazione dell'intelligence da fonti aperte consente di catturare il fenomeno criminoso nel momento della sua manifestazione pubblica, offrendo un quadro aggiornato in tempo reale. Tuttavia, questa metodologia comporta dei precisi limiti biologici e la concreta possibilità di commettere errori o imprecisioni in fase di prima rilevazione.

 

3. Definizioni dei parametri scientifici ed epidemiologici

Per garantire la massima chiarezza e rigore interpretativo, si esplicitano di seguito i costrutti fondamentali utilizzati nella stesura del report:

  • Campione Complessivo (N): Rappresenta l'universo statistico dei casi (intesi come singoli eventi delittuosi o tentati tali che coinvolgono un nucleo relazionale) intercettati e censiti nel periodo temporale di riferimento.
  • Delitto Familiare: Secondo la tassonomia scientifica standardizzata dall'AIPC, rientrano in questa classificazione non soltanto i reati di sangue commessi fra parenti consanguinei in linea retta o collaterale, ma tutti quegli agiti distruttivi (omicidi, tentati omicidi, suicidi e tentati suicidi correlati) che si consumano all'interno di una rete relazionale significativa.
  • Grado di Familiarità: Variabile qualitativa fondamentale che qualifica e definisce la natura del legame intercorrente tra la vittima e il presunto autore. Essa viene segmentata in cinque livelli macro-relazionali:
    • Partner: Coniugi, conviventi o partner in costanza di relazione affettiva/sentimentale attuale.
    • Ex-Partner: Precedenti legami affettivi interrotti o legalmente cessati (es. ex coniugi, ex fidanzati).
    • Parenti: Soggetti legati da vincoli di sangue, adozione, affinità o nucleo coabitativo storico (es. genitori, figli, fratelli).
    • Conoscenti: Relazioni di prossimità sociale che includono la colleganza lavorativa, il vicinato, l'amicizia frequentata o la frequentazione di contesti comuni.
    • Sé stesso/a: Riservato alla catalogazione delle condotte autolesive (suicidi e tentati suicidi) conseguenti o contestuali all'agito violento principale.

 

Piattaforma VISTA (Valutazione Integrata Stress, Trauma e Agito): Innovazione digitale e ecosistema clinico-criminologico progettato per il monitoraggio del rischio, l'elaborazione automatizzata dei dati e la valutazione precoce delle dinamiche traumatiche e dei comportamenti impulsivi. Ottimizza l'analisi del rischio e supporta attivamente specialisti e istituzioni, offrendo anche un profilo immediato e feedback in tempo reale.

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4. Analisi epidemiologica del campione settimanale

Nella settimana compresa tra il 28 Maggio e il 3 Giugno 2026, l'attività di monitoraggio OSINT ha isolato un campione complessivo pari a N = 5 casi epidemiologici di delitti familiari.

L'estrazione quantitativa preliminare mostra le seguenti distribuzioni generali:

  • Sesso delle Vittime: Su un totale di 5 soggetti lesi, il 60% (N = 3) appartiene al genere femminile, mentre il restante 40% (N = 2) appartiene al genere maschile.
  • Sesso dei Presunti Autori: L'interezza dei soggetti intercettati e accusati dall'autorità giudiziaria dell'agito lesivo è costituita da individui di genere maschile (100%, N = 5).

 

4.1 Il trend degli omicidi consumati: l'incidenza di genere

A differenza delle settimane a quota zero, il monitoraggio attuale rileva una severa incidenza letale:

  • Vittime di Omicidio consumato: N = 3 casi totali (100%).
    • Uomini: 66% (N = 2).
    • Donne (Femminicidio): 34% (N = 1).

L'analisi dell'ONOF evidenzia come, in merito agli eventi letali consumati sul posto, le vittime di genere maschile registrino una percentuale superiore (66%) rispetto a quelle di genere femminile (34%). Questo andamento si lega in modo specifico alla natura della prossimità e del conflitto estraneo alle dinamiche di coppia.

 

4.2 L'incidenza di genere nel campione dei tentati omicidi

I restanti casi monitorati nel corso della settimana confluiscono nella categoria dei tentati omicidi, dove l'azione lesiva distruttiva è stata mitigata o interrotta da fattori esogeni (es. la fuga o la strenua difesa della vittima, il soccorso di terzi):

  • Vittime di Tentato Omicidio: N = 2 casi totali (100%).
    • Vittime di genere femminile (Tentato Femminicidio): 100% (N = 2).
    • Vittime di genere maschile: 0% (N = 0).

Sul piano interpretativo clinico, emerge una netta polarizzazione di genere: la totalità dell'energia omicidiaria rimasta allo stadio di tentativo si è riversata sul genere femminile all'interno dei legami sentimentali primari.

 

Ascolta il podcast sul canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “La letalità dei delitti familiari: profiling ONOF, settimana 28 maggio - 3 giugno 2026. ".  Clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/55d06WtY8GtnF6hNl5cg9U?si=jiAP7Xp5TEifqQkPh1gUxA

 

5. Disarticolazione dettagliata delle variabili target

Di seguito si procede alla disarticolazione dei dati relativi ai 5 casi complessivi (3 omicidi e 2 tentati omicidi), incrociandoli con le specifiche variabili anagrafiche, relazionali, strumentali e geografiche:

 

A. Variabile anagrafica: Classi d'età delle vittime e degli autori

Età delle Vittime (N = 5):

  • Classe 0-17 anni: 0% (N = 0).
  • Classe 18-35 anni: 0% (N = 0).
  • Classe 36-53 anni: 20% (N = 1). Nello specifico, si tratta del caso di femminicidio consumato a Misterbianco, in cui la vittima aveva 49 anni.
  • Classe 54-71 anni: 40% (N = 2). Riguarda l'universo delle vittime maschili di omicidio consumato (uomini rispettivamente di 59 e 57 anni).
  • Classe 72+ anni: 0% (N = 0).
  • Non riportata: 40% (N = 2). Corrisponde alle due vittime donne dei casi di tentato femminicidio di Bolsena e Volvera.

Età dei Presunti Autori (N = 5):

  • Classe 0-17 anni: 0% (N = 0).
  • Classe 18-35 anni: 20% (N = 1). Identificato nel giovane autore (18 anni) dell'accoltellamento avvenuto a Roma.
  • Classe 36-53 anni: 60% (N = 3). Rappresenta la quota maggioritaria degli offender.
  • Classe 54-71 anni: 0% (N = 0).
  • Classe 72+ anni: 0% (N = 0).
  • Non riportata: 20% (N = 1).

 

B. Variabile relazionale: il grado di familiarità

L'intersecazione del legame evidenzia linee di rischio nettamente distinte a seconda della tipologia del delitto:

  • Partner (60%, N = 3): Questa sottocategoria satura interamente il focus della violenza contro le donne. Comprende N = 1 caso di femminicidio consumato e N= 2 casi di tentato femminicidio. Tutti gli autori appartengono al genere maschile e rivestono il ruolo di partner attuale (marito o compagno convivente).
  • Conoscenti (40%, N = 2): Questa direttrice riguarda esclusivamente le vittime di genere maschile negli omicidi consumati. I casi coinvolgono dinamiche di accesa conflittualità e liti acute interpersonali tra vicini di casa o reti di prossimità allargata (come nei casi censiti a Porcia e Roma).
  • Ex-Partner / Parenti / Sé stesso: 0% (N = 0).

 

C. Variabile strumentale: armi e modalità dell'agito

Le modalità d'azione documentate dai quotidiani mostrano un ricorso differenziato alla lesività strumentale o fisica:

  • Negli Omicidi consumati (N = 3):
    • Arma da taglio: 33% (N = 1), utilizzata per colpire a morte la vittima uomo nel caso di Roma.
    • Arma impropria: 34% (N = 1), impiegata per uccidere la vittima uomo a Porcia.
    • Aggressione fisica diretta (Pestaggio): 33% (N = 1), modalità letale registrata nel femminicidio di Misterbianco, dove la forza bruta delle percosse domestiche inflitte dal marito ha determinato il decesso della donna.
  • Nei Tentati Omicidi (N = 2):
    • Aggressione fisica diretta: 100% (N = 2). Nei casi di Bolsena e Volvera, i partner hanno esercitato la violenza attraverso lo strangolamento manuale o il soffocamento indotto con cuscini, evidenziando una spinta impulsiva a forte energia corporea.

D. Variabile geografica: distribuzione sul territorio nazionale

La mappatura sul territorio evidenzia una parità statistica tra l'area settentrionale e quella centrale del Paese:

  • Nord: 40% (N = 2), con i casi registrati a Porcia (PN) e Volvera (TO).
  • Centro: 40% (N = 2), localizzato nei territori di Bolsena (VT) e Roma.
  • Sud e Isole: 20% (N = 1), identificato nel drammatico evento di Misterbianco (CT).

 

6. Inquadramento psicotraumatologico relazionale dell'agito

L'analisi integrata operata dall'ONOF e dal CIPR rileva come la severità e la distruttività delle condotte esaminate in questo report non possano essere comprese senza fare riferimento ai costrutti clinici di disregolazione emotiva e di finestra di tolleranza.

La finestra di tolleranza rappresenta la fascia di attivazione neurofisiologica ottimale entro la quale l'essere umano riesce a elaborare stimoli relazionali complessi, frustrazioni e conflitti intrafamiliari senza alterare l'omeostasi del proprio sistema nervoso autonomo. In individui che presentano quadri strutturati di Trauma Complesso (C-PTSD) o profonde risonanze traumatiche non elaborate, tale finestra si presenta estremamente ristretta e rigida.

Nel momento in cui si attiva un trigger relazionale acuto (una discussione di vicinato o una crisi della dinamica di coppia), il soggetto sperimenta un'immediata uscita dalla propria finestra di tolleranza, precipitando in uno stato di iper-attivazione simpatica (hyperarousal). La corteccia prefrontale — deputata alle funzioni esecutive di monitoraggio cognitivo, mediazione e controllo inibitorio degli impulsi — subisce un completo blackout funzionale a causa del "sequestro" emotivo. Il sistema nervoso centrale percepisce la frustrazione relazionale come una minaccia vitale imminente, attivando risposte di attacco automatiche e non mediate.

Il passaggio all'atto grave (acting-out) si configura dunque come una repentina perdita del controllo degli impulsi. Nelle fenomenologie di femminicidio e tentato femminicidio registrate nel campione (Bolsena, Volvera, Misterbianco), l'agito corporeo si manifesta con l'uso delle mani (strangolamento, percosse), a testimonianza di una drammatica incapacità di contenimento dell'affetto negativo. Similmente, negli omicidi commessi tra conoscenti (Roma, Porcia), la reattività all'impulso si traduce nell'immediata captazione e uso di armi bianche o improprie presenti sul luogo del conflitto.

 

7. Contatti, servizi di ascolto e orientamento sulla violenza

L'AIPC e il CIPR garantiscono l'operatività di servizi specialistici multifocalizzati stabili, volti alla stabilizzazione psicofisiologica e all'allargamento della finestra di tolleranza:

  • Sportello di ascolto e orientamento nazionale: Spazio di accoglienza clinica dedicato a tutte le persone, senza alcuna distinzione di genere, ruolo o orientamento (vittime di violenza subita, testimoni di violenza assistita, familiari e autori di condotte maltrattanti o abusanti). Il servizio offre percorsi terapeutici personalizzati e valutazioni cliniche integrate con protocolli psicodiagnostici e strumentali mediante l'ausilio del biofeedback.
  • Formazione specialistica e supervisione: Cicli formativi e di supervisione (individuale o di gruppo, in presenza o a distanza) rivolti a psicologi, psicoterapeuti, medici, operatori socio-sanitari e professionisti della sicurezza dedicati allo studio scientifico della violenza.

Canali di contatto diretti:

Contatto Telefonico / WhatsApp: 3924401930 (Servizio attivo dal lunedì al sabato all'interno della fascia oraria dalle ore 11:00 alle ore 16:00).

Indirizzo e-mail di riferimento: aipcitalia@gmail.com

Sito web scientifico di riferimento: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it

Codice Fiscale Ente (AIPC ETS): 97238660589.

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