Report ONOF — Luglio 2026. La geografia del rischio relazionale: uomini travolti dai conflitti tra conoscenti, donne bersaglio della rottura affettiva.
AIPC Editore © 2026
Chi ha condotto la ricerca? Autori e Metodologia
- A cura di: Dott. Massimo Lattanzi (Psicologo, Psicoterapeuta, Ph.D. in Scienze Forensi) e Dott.ssa Tiziana Calzone (Psicologa, Psicoterapeuta), coordinatori dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC) e del Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR).
- Analisi dei dati: Dott.sse tirocinanti in psicologia Elisa Ninivaggi e Giulia Trovato.
- Metodologia: Indagine clinico-criminologica basata su metodologia OSINT (Open Source Intelligence), applicata ai casi documentati dalla cronaca nazionale e locale. Nel modello teorico AIPC, il delitto familiare e la variabile del «grado di familiarità» vengono letti attraverso la lente della psicotraumatologia relazionale: il passaggio all'atto grave rappresenta il culmine di una marcata disregolazione emotiva e perdita del controllo degli impulsi dovuta all'uscita dalla finestra di tolleranza.
Chi sono le vittime e chi agisce la violenza letale?
I dati di luglio 2026 delineano una netta asimmetria sia nella vittimizzazione che nell'autorialità del reato:
- Omicidi consumati (N = 16 | 100%):
- Uomini vittime: 69% (N = 11)
- Donne vittime: 31% (N = 5)
- Tentati omicidi (N = 19 | 100%):
- Uomini vittime: 63% (N = 12)
- Donne vittime: 37% (N = 7)
- Presunti autori o rei confessi:
- Uomini: Rappresentano l'88% negli omicidi consumati (N = 15/17) e il 90% nei tentati omicidi (N = 19/21).
- Donne: Costituiscono il 12% negli omicidi consumati (N = 2/17) e il 10% nei tentati omicidi (N = 2/21).
Cosa rivela la lente del femminicidio sul legame affettivo?
(Criterio metodologico: condotte agite esclusivamente da partner o ex-partner in una relazione affettivo-sentimentale)
- Femminicidi consumati (N = 4): Rappresentano l'80% delle donne uccise nel mese e il 25% del totale degli omicidi
- Ex-Partner: 50% dei casi (N = 2 — pari al 100% degli omicidi totali tra ex-partner).
- Partner attuale: 50% dei casi (N = 2). (Donne vittime di omicidio parentale escluse dal computo del femminicidio: N = 1, pari al 20% delle donne uccise).
- Tentati femminicidi (N = 5): Costituiscono il 71.4% delle donne vittime di tentato omicidio.
- Partner attuale: 100% dei casi di tentato femminicidio (N = 5). (Donne vittime di tentato omicidio parentale: N = 2, pari al 28.6% delle donne aggredite).
- Impatto complessivo: Le aggressioni da partner o ex-partner (9 tra consumate e tentate) colpiscono il 75% delle 12 donne complessivamente vittime di violenza grave.
Dove e come rischiano maggiormente gli uomini?
Se la violenza contro le donne si concentra nell'intimità di coppia, per gli uomini il pericolo scaturisce dalla sfera extra-coniugale e parentale:
- Negli omicidi consumati, il 64% degli uomini (N = 7) viene ucciso da conoscenti (rappresentando il 100% degli omicidi in questa categoria) e il 27% (N = 3) da parenti.
- Nei tentati omicidi, il 75% degli uomini (N = 9) è aggredito da conoscenti (100% della categoria) e il 25% (N = 3) da parenti.
Qual è l’evoluzione del rischio? Il confronto tra giugno e luglio 2026
Il confronto comparativo evidenzia trend clinico-criminologici ben definiti:
- Cresce la percentuale di uomini uccisi: Sale dal 62% di giugno al 69% di luglio (+7%), consolidando la prevalenza maschile tra le vittime decedute.
- Impennata dei tentati femminicidi: Le donne vittime di tentato omicidio salgono dal 23% al 37% (+14%), con una forte concentrazione di lesioni gravissime all'interno della convivenza o relazione in corso (100% ad opera del partner attuale).
- Il ritorno letale della separazione: Ricompare la quota Ex-Partner (dallo 0% al 6% sul totale generale), composta interamente da donne vittime di femminicidio scaturito dalla rottura della relazione.
- Polarizzazione assoluta della familiarità:
- La donna subisce violenza quasi esclusivamente nel contesto affettivo-sentimentale (75% partner/ex-partner, 25% parenti, 0% conoscenti).
- La conflittualità tra conoscenti rimane un ambito di vittimizzazione al 100% maschile (16 su 16 tra omicidi e tentati omicidi).
Comprendere per prevenire: Un impegno condiviso tra clinica e comunità
I dati non sono semplici numeri: sono il termometro di una sofferenza relazionale profonda che, se ignorata, rischia di oltrepassare la finestra di tolleranza e sfociare nel passaggio all'atto violento.
- A chi vive relazioni segnate da conflitto, paura o perdita di controllo: Riconoscere il proprio malessere e chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma il primo, decisivo atto di consapevolezza e tutela per sé e per i propri cari. Uscire dalla spirale della disregolazione emotiva e del trauma è possibile.
- Ai professionisti della salute e della cura: È fondamentale affinare costantemente le competenze nella valutazione del rischio clinico-relazionale e nell'intercettazione precoce delle dinamiche traumatiche complesse. Soltanto integrando rigore scientifico, strumenti di autoregolazione psicofisiologica e tempestività d’intervento possiamo trasformare l’evidenza clinica in un argine concreto contro la violenza.
La prevenzione inizia dall’ascolto, dalla comprensione del trauma e dalla responsabilità condivisa.
Riconoscere il trauma, prevenire il passaggio all'atto
Le dinamiche conflittuali, la disregolazione emotiva e i vissuti traumatici relazionali possono restringere drasticamente la finestra di tolleranza, portando a reazioni impulsive incontrollate o a una sofferenza paralizzante. Non affrontare queste criticità da soli.
I professionisti del Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR) e dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC) nelle sedi di Roma e Pescara mettono a disposizione protocolli clinici avanzati, percorsi di psicoterapia e strumenti di biofeedback psicofisiologico per favorire la regolazione emotiva, elaborare i traumi e gestire i conflitti di coppia e familiari.
Contattaci per una consulenza o per prenotare un colloquio:
WhatsApp: 392 4401930 (attivo tutti i giorni dalle 11:00 alle 16:00)
Email: aipcitalia@gmail.com
Sito web: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it