L’equazione del collasso: quando il legame diventa deflagrazione. Report e analisi psico-criminologica sui delitti familiari (Settimana 3 – 9 Settembre 2026)
Introduzione
Il presente report divulgativo scaturisce dall'attività continuativa di monitoraggio e ricerca promossa dall’Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF) in stretta sinergia con l’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC APS) — Ente del Terzo Settore fondato nel 2001 — e il Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR).
L’equipe scientifica è coordinata dal Dott. Massimo Lattanzi (psicologo psicoterapeuta, Ph.D. in Scienze Forensi) e dalla Dott.ssa Tiziana Calzone (psicologa psicoterapeuta), con l’analisi dei dati delle tirocinanti dell’associazione, Dott.ssa Giulia Trovato e Dott.ssa Elisa Ninivaggi.
Il Modello OSINT e i limiti metodologici
La rilevazione e l'elaborazione dei dati settimanali si fondano su una rigorosa metodologia di tipo OSINT (Open Source Intelligence), basata sull'acquisizione, la verifica incrociata e la sistematizzazione delle notizie di cronaca nera diffuse dalle testate giornalistiche e dalle agenzie di stampa nazionali e locali.
Limiti metodologici da considerare:
- Fonti non istituzionali: I dati restituiscono le evidenze pubblicate dai media nel corso delle prime fasi d'indagine e non derivano da registri ministeriali o casellari giudiziari consolidati.
- Fluidità delle evidenze: Nelle ore immediatamente successive agli eventi, le ricostruzioni sulle dinamiche, sui quadri clinico-psicologici e sull'esatta qualificazione procedurale possono subire modifiche e aggiornamenti.
- Criterio di conteggio e visione circolare: L'approccio scientifico dell'ONOF e dell'AIPC adotta una classificazione orientata alla misurazione dell'impatto relazionale complessivo del delitto familiare. Un evento primario viene qualificato considerando l'intera ecologia del legame, conteggiando i drammi multifase, le vittime plurime e gli esiti suicidari dell'offender.
Lo specchio infranto della vicinanza: la settimana 3 – 9 Settembre 2026
La settimana tra il 3 e il 9 settembre 2026 restituisce uno scenario relazionale di drammatica e parossistica intensità. L’ONOF e l’AIPC hanno censito 5 eventi critici complessivi che hanno generato un bilancio di 9 vittime totali (5 persone decedute per omicidio, 1 ferito grave per tentato omicidio e 3 decessi per suicidio dell'autore collegati al delitto).
Lungi dal rappresentare un porto di protezione e sicurezza, il perimetro delle relazioni intime e di prossimità si è confermato l'epicentro in cui implodono conflittualità irrisolte, dinamiche di dipendenza ed esasperazioni cumulative:
- Ostia (Roma): omicidio-suicidio, in cui un figlio di 54 anni ha ucciso l'anziana madre di 82 anni per poi togliersi la vita gettandosi dal quarto piano;
- Finale Ligure (Savona): una devastante tragedia intrafamiliare estesa, culminata nel decesso di padre (60 anni, autore suicida), madre e figlio quindicenne;
- Marano Vicentino (Vicenza): parricidio agito da un figlio adolescente di 15 anni, che ha ucciso il padre sessantenne a coltellate;
- Firenze: femminicidio e suicidio, in cui un uomo di 36 anni ha tolto la vita all'ex compagna di 45 anni prima di suicidarsi;
- Treviglio (Bergamo): tentato omicidio consumato nell'alveo della conoscenza, con il ferimento grave di un uomo di 35 anni mediante arma da taglio da parte di un ventiduenne.
La mappa dei dati: tra consanguineità, polarizzazioni d'età e armi letali
L’elaborazione statistica dei casi censiti nella settimana restituisce parametri clinici e fenomenologici di assoluto rilievo:
Distribuzione di genere e anagrafica degli autori
- Genere: Su 5 presunti autori, il 100% è di genere maschile (5 soggetti); nessuna autrice donna è stata registrata nella settimana.
- Età: Si evidenzia una concentrazione significativa nella maturità: il 40% appartiene alla fascia 54–71 anni (2 soggetti), mentre le restanti fasce — evolutiva (0–17 anni), giovanile (18–35 anni) e adulta (36–53 anni) — registrano ciascuna il 20% (1 soggetto ciascuna).
Genere e tipologia di vittimizzazione
- Sul totale delle vittime di delitti familiari (9 soggetti, inclusi gli autori deceduti per suicidio), gli uomini rappresentano il 67% (6 casi) e le donne il 33% (3 casi).
- Omicidi consumati (5 vittime): il 60% sono donne (3 vittime) e il 40% uomini (2 vittime).
- Tentato omicidio: 1 solo evento, che ha visto come vittima un uomo (100%).
- Suicidi post-delitto: 3 casi complessivi, tutti di genere maschile (100%).
- Fasce d’età delle vittime di omicidio:
- Tra le donne: il 33% ha tra i 36 e i 53 anni, il 33% ha 72 o più anni, e per il 34% l'età non è stata specificata nelle prime evidenze.
- Tra gli uomini: il 50% ricade nella fascia evolutiva 0–17 anni (1 adolescente) e il 50% nella fascia 54–71 anni.
Il Grado di Familiarità
- Vittime di omicidio consumato: l'80% è stato ucciso da un Parente (4 vittime su 5: 2 donne e 2 uomini) e il 20% da un Ex-Partner (1 donna).
- Tentato omicidio: il 100% (1 caso) si è consumato tra Conoscenti.
- Presunti autori di omicidio: il 75% ha agito contro un Parente e il 25% contro un'Ex-Partner.
Distribuzione Geografica
- I delitti familiari della settimana si sono concentrati unicamente al Nord (60%, 3 eventi) e al Centro (40%, 2 eventi), con un'assenza di casi censiti al Sud e nelle Isole.
- Negli esiti omicidiari letali: il 60% delle vittime è stato registrato al Nord e il 40% al Centro.
Strumenti del passaggio all'atto
- Negli omicidi consumati, gli autori maschi hanno fatto ricorso nel 50% dei casi ad aggressione fisica/altri mezzi percussivi (2 casi), nel 25% ad armi da taglio (1 caso) e nel 25% ad armi da fuoco (1 caso).
- Nel tentato omicidio, il passaggio all'atto è stato perpetrato mediante arma da taglio (100%).
- Nei suicidi post-delitto dell'autore, la modalità prevalente è stata la defenestrazione/precipitazione (67%, 2 casi), seguita da arma da fuoco (33%, 1 caso).
Focus di genere: Femminicidio ed esiti letali parentali
L'analisi qualitativa di genere restituisce per la settimana in rassegna un quadro clinico ben definito:
- Femminicidio intimo: N = 1 (33% delle donne uccise). Il caso di Firenze evidenzia la drammatica continuità della violenza di genere post-separazione agita dall'ex-partner.
- Donne vittime in ambito parentale: N = 2 (67% delle donne uccise). La maggioranza della letalità femminile non si è consumata nella coppia attuale, bensì all'interno della rete consanguinea e di convivenza (la madre anziana a Ostia e la madre nel contesto familiare a Finale Ligure).
- Tentato Femminicidio: N = 0 (0%); l'unica condotta tentata della settimana ha riguardato un uomo aggredito da un conoscente.
A novembre la campagna nazionale di prevenzione AIPC–CIPR
Per rompere l’invisibilità del dolore non elaborato, a novembre AIPC e CIPR attiveranno una campagna straordinaria di prevenzione rivolta a:
- Popolazione: screening clinici, sensibilizzazione e supporto per intercettare precocemente il sovraccarico emotivo e il lutto complicato prima che degenerino in violenza.
- Professionisti della salute mentale e criminologi: percorsi specialistici e tavole rotonde sull'acquisizione di protocolli operativi avanzati e sul valore indispensabile della supervisione clinico-forense.
Sintesi dei Profili Tipici Settimanali
- Vittima Donna Tipica: Età polarizzata tra 36–53 anni, 72+ anni e non riportata (33–34% ciascuna), colpita da un Parente o Ex-Partner, localizzazione geografica Centro, tramite Aggressione fisica o Arma da fuoco.
- Vittima Uomo Tipico: Età 0–17 anni o 54–71 anni (50% per fascia), colpito da un Parente (100%), localizzazione geografica Nord (100%), mediante Arma da taglio o Arma da fuoco.
- Autore Uomo Tipico: Età 54–71 anni (50%), legame di Parentela con la vittima (75%), localizzazione tra Nord (50%) e Centro (50%), impiego paritetico di armi da taglio, armi da fuoco e aggressione fisica diretta.
Lettura psicotraumatologica: la disregolazione emotiva e il collasso della finestra di tolleranza
La psicotraumatologia relazionale impone di superare la narrazione del delitto familiare come evento improvviso o puramente sociale, leggendolo come il punto critico di un processo di disregolazione emotiva estrema.
- Il Grado di Familiarità come amplificatore traumatico: La prossimità relazionale — specie sull'asse genitore-figlio o nella convivenza quotidiana — agisce come un catalizzatore di traumi cumulativi. Nei legami intimi, le quote di frustrazione, dipendenza e angoscia d'abbandono o sopraffazione saturano le capacità di compenso psichico.
- C-PTSD e la strozzatura della "Finestra di Tolleranza": Gli individui con storie di trauma complesso (C-PTSD) e deficit strutturali nei sistemi di attaccamento presentano una soglia neurovegetativa di tolleranza allo stress estremamente ridotta. Di fronte a trigger relazionali percepiti come minacce all'integrità del Sé, il sistema autonomo collassa repentinamente.
- Il Passaggio all'atto come perdita del controllo degli impulsi: L'uscita traumatica dalla finestra di tolleranza determina un blackout cognitivo e l'inibizione dei controlli prefrontali superiori. L'azione omicidiaria e il successivo suicidio rappresentano un passaggio all'atto grave: una scarica motoria disfunzionale e catastrofica scatenata dalla perdita del controllo degli impulsi, documentata dalle ricerche di CIPR, ONOF e AIPC come conseguenza diretta dell'incapacità di modulare stati emotivi parossistici.
Prevenzione clinica e presa in carico: Il Protocollo VERA
Interrompere la catena della violenza richiede di abbandonare l'esclusiva lente sanzionatoria per intervenire sul terreno della valutazione clinica precoce del rischio.
In quest'ottica opera il protocollo specialistico integrato VERA (Violence Emotional Risk Assessment): un paradigma clinico mirato a quantificare la vulnerabilità e la pericolosità attraverso marker clinici, psicodiagnostici e psicofisiologici oggettivi, rilevando precocemente la disregolazione emotiva e la tendenza all'acting out prima che l'uscita dalla finestra di tolleranza conduca all'irreversibilità del gesto lesivo. I percorsi integrati di AIPC e CIPR offrono uno spazio rigoroso in cui elaborare le ferite del trauma relazionale, ripristinando una funzionale autoregolazione neurovegetativa e comportamentale sia per chi si trova in una condizione di rischio agito, sia per i contesti familiari travolti dalla sofferenza traumatica.
A novembre la campagna nazionale di prevenzione AIPC–CIPR
Per rompere l’invisibilità del dolore non elaborato, a novembre AIPC e CIPR attiveranno una campagna straordinaria di prevenzione rivolta a:
- Popolazione: screening clinici, sensibilizzazione e supporto per intercettare precocemente il sovraccarico emotivo e il lutto complicato prima che degenerino in violenza.
- Professionisti della salute mentale e criminologi: percorsi specialistici e tavole rotonde sull'acquisizione di protocolli operativi avanzati e sul valore indispensabile della supervisione clinico-forense.
Riferimenti istituzionali e contatti
AIPC – Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia | CIPR – Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale
Sedi: Roma e Pescara | C.F.: 97238660589
Contatti: E-mail: aipcitalia@gmail.com- Sito web: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
Telefono e WhatsApp: 3924401930 (attivo tutti i giorni, festivi esclusi, dalle ore 11:00 alle ore 16:00)
.jpeg)