IL CALENDARIO DEL DOLORE: trauma relazionale, ricorrenze e la memoria del corpo (seconda parte)
Le ricorrenze di inizio novembre, al di là di ogni attribuzione formale o convenzione di calendario, rappresentano un amplificatore psicofisiologico ad altissimo impatto per chi porta i segni di un lutto traumatico o di una perdita relazionale complessa.
Queste tre narrazioni cliniche — due al femminile e una al maschile — illustrano tre diverse modalità con cui il sistema nervoso autonomo reagisce al riaffiorare dell’anniversario: l’iperattivazione ansiosa, la disregolazione impulsivo-somatica e il collasso difensivo in ipoattivazione. Ognuno dei tre contributi approfondisce il funzionamento neurovegetativo secondo la psicotraumatologia relazionale, decodificando la sofferenza non come debolezza, ma come reazione fisiologica a una ferita relazionale ancora aperta.
La disregolazione somatica e la reattività degli impulsi nel lutto maschile
La perdita di una figura significativa in individui che presentano vulnerabilità da trauma relazionale complesso (C-PTSD) produce frequentemente una restrizione severa della capacità di autoregolazione emotiva. Negli uomini, a causa di copioni relazionali che ostacolano la mentalizzazione della vulnerabilità, il dolore dell’assenza tende a bypassare i canali riflessivi, scaricandosi direttamente sull’apparato neuromuscolare e sull’azione. Il passaggio all’atto o la reattività esasperata rappresentano la spia clinica di un sistema nervoso che, oltrepassata la soglia di tolleranza, non dispone più dei freni inibitori prefrontali per contenere la carica di angoscia e frammentazione identitaria.
Il caso di Marco: la rabbia muscolare e l’impulso distruttivo
Per Marco, artigiano di quarantacinque anni, l’avvicinarsi della settimana delle ricorrenze coincide regolarmente con violente contratture al collo e alla mandibola. Quattro anni fa la perdita improvvisa del fratello minore ha mandato in frantumi l’unico legame di reale complicità e protezione all’interno di un sistema familiare segnato da violenze psicologiche precoci. Marco rifiuta categoricamente visite o parole di circostanza, ma sul posto di lavoro basta una richiesta banale per scatenare reazioni furiose, pugni sferrati sui banchi di lavoro e una sensazione di rottura incontrollabile. La rabbia di Marco non è un tratto caratteriale ostile, bensì l’effetto della totale perdita di contenimento di un lutto che il corpo vive come un’amputazione intollerabile.
Commento scientifico e clinico AIPC – CIPR (Roma e Pescara), A cura di Massimo Lattanzi e Tiziana Calzone
Il quadro evidenzia la dinamica clinica in cui l’arousal elevato, non contenuto da un’adeguata finestra di tolleranza, esita nella perdita temporanea del controllo degli impulsi. Come documentato dalle evidenze cliniche condotte da AIPC e CIPR sui profili di disregolazione emotiva, l’uomo tende a convertire il dolore da perdita traumatica in una risposta motoria di attacco, per evitare il crollo nel terrore dell’impotenza. La presa in carico clinica mira a ristabilire la modulazione neurovegetativa e il monitoraggio degli stati viscerali prima che il passaggio all’atto comprometta le relazioni e l’adattamento sociale.
Contatti e sedi cliniche AIPC – CIPR
Se ti riconosci in manifestazioni di rabbia improvvisa, perdita del controllo emotivo, contratture o forte tensione corporea scatenate dal ricordo di una persona scomparsa, i nostri professionisti sono a disposizione:
Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC ETS) | Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR)
Sede di Roma: Via Giorgio Baglivi n. 6, int. 3, Sede di Pescara: Corso Umberto I, 18
E-mail: aipcitalia@gmail.com
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