Oltre lo stereotipo: parità tra vittime uomini e donne e presenza di autrici femminili, il 100% dei delitti travolge il Nord Italia – Report ONOF (Settimana 22 – 28 Ottobre 2026)
Nord Italia sotto shock: in sette giorni le vittime di genere maschile e di genere femminile si attestano su una perfetta parità statistica, rappresentando ciascuna esattamente il 50% delle vittime totali censite. I dati emergenti dal nuovo monitoraggio dell'Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF) mandano in frantumi ogni narrazione precostituita. Nella settimana dal 22 al 28 ottobre 2026 si registra una configurazione fenomenologica dirompente: la quota tra le vittime complessive si divide equamente al 50% tra uomini e donne, mentre sul versante degli autori emerge un dato statistico allarmante e del tutto controintuitivo, con una presenza femminile che sale al 37,5% (3 soggetti su 8) tra infanticidi materni, tentati omicidi di partner e soffocamenti parentali. Una realtà clinico-criminologica cruda che impone di guardare all'abisso del trauma relazionale senza filtri ideologici.
1. Introduzione e cornice istituzionale
Il presente contributo clinico-scientifico trae origine dall'attività continuativa di monitoraggio epidemiologico e di ricerca forense promossa dall’Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF), in costante sinergia con l’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC ETS) — fondata a Roma nel 2001 dal Dott. Massimo Lattanzi e dalla Dott.ssa Tiziana Calzone — e con il Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR).
La direzione e il coordinamento scientifico dell'indagine sono affidati al Dott. Massimo Lattanzi (psicologo psicoterapeuta, Ph.D. in Scienze Forensi) e alla Dott.ssa Tiziana Calzone (psicologa psicoterapeuta). L'analisi quantitativa, la sistematizzazione dei dati e il contributo alla stesura dell'elaborato sono a cura delle psicoterapeute in formazione, le dottoresse Caterina Ventura e Greta Tucci.
L'impegno congiunto di ONOF, AIPC e CIPR persegue la finalità di affrancare la lettura del delitto da una sterile catalogazione anagrafica: l'evento lesivo o letale viene decodificato quale esito distruttivo di dinamiche disfunzionali della sfera intima, segnate da un grave collasso della regolazione affettiva e dal cedimento dei freni inibitori all'interno delle relazioni di prossimità.
2. Il paradigma OSINT e i confini metodologici
La raccolta, il censimento e la correlazione delle evidenze settimanali si strutturano attraverso la metodologia OSINT (Open Source Intelligence) applicata all'analisi clinico-criminologica:
- Fonti aperte e monitoraggio primario: le informazioni derivano dal monitoraggio sistematico delle notizie giudiziarie e dei resoconti di cronaca pubblicati dalle testate giornalistiche, restituendo il quadro conoscitivo acquisito nelle fasi iniziali di indagine.
- Evoluzione processuale dei quadri: con il progredire degli accertamenti medico-legali, peritali e forensi, le evidenze relative ai moventi, alla dinamica psicologica e alle responsabilità procedurali possono andare incontro a progressive revisioni.
- Approccio circolare all'impatto distruttivo: la metodologia scientifica adottata non isola l'omicidio consumato come un fatto a sé stante, ma registra la complessità degli eventi lesivi gravi generati all'interno della medesima matrice relazionale. Rientrano pertanto nel censimento unitario gli omicidi consumati, i tentati omicidi, nonché le eventuali condotte suicidarie correlate poste in essere dall'aggressore, allo scopo di quantificare l'onda d'urto traumatica complessiva.
3. Dinamica degli eventi: la geografia della lesività al Nord Italia
Nel corso della settimana dal 22 al 28 ottobre 2026, l'attività di monitoraggio rileva un totale di 8 vittime coinvolte nei delitti familiari a fronte di 8 presunti autori o rei confessi. L'intero quadro epidemiologico settimanale risulta circoscritto esclusivamente al Nord Italia (100% degli eventi):
- 6 persone vittime di omicidio consumato (3 donne e 3 uomini).
- 2 persone vittime di tentato omicidio (1 donna e 1 uomo).
- 0 eventi suicidari o tentati suicidi correlati registrati nel periodo.
La cronaca degli eventi censiti sul territorio:
- Tortona (Alessandria, Nord Italia) – Infanticidio materno: una bambina di 3 anni viene uccisa all'interno dell'abitazione, colpita a morte con un'arma da taglio dalla madre di 30 anni, successivamente tratta in arresto.
- Vergiate (Varese, Nord Italia) – Femminicidio da partner: una donna di 36 anni viene barbaramente uccisa a coltellate dal compagno convivente di 53 anni, il quale, dopo una fuga conclusasi in Abruzzo, si costituisce ai Carabinieri.
- Udine (Friuli-Venezia Giulia, Nord Italia) – Matricidio e incendio doloso: un uomo di 47 anni sopprime la madre convivente di 72 anni, appicca il fuoco all'abitazione per cancellare le tracce e tenta la fuga all'estero, venendo rintracciato e fermato dalle forze dell'ordine dopo il rientro dalla Slovenia.
- Vicenza (Veneto, Nord Italia) – Tentato omicidio da partner con autrice donna: una donna di 32 anni accoltella gravemente all'addome il proprio compagno di 70 anni all'interno delle mura domestiche; l'uomo viene ricoverato in prognosi riservata e la donna arrestata per tentato omicidio.
- Cabiate (Como, Nord Italia) – Tentato parricidio: al culmine di una lite familiare domestica, un giovane di 29 anni aggredisce il padre di 60 anni con un'arma da taglio, ferendolo prima di essere bloccato e arrestato dai Carabinieri.
- Torino (Piemonte, Nord Italia) – Omicidio tra conoscenti a Parco Dora: un ragazzo di 19 anni perde la vita a seguito di un gravissimo accoltellamento; per il delitto viene sottoposto a fermo un conoscente di 46 anni.
- Monza (Monza e Brianza, Nord Italia) – Omicidio tra conoscenti: un uomo di 34 anni muore dissanguato sul pianerottolo dell'edificio dopo essere stato attinto da fendenti letali sferrati da un conoscente di 38 anni al termine di un alterco in casa.
- Milano (Lombardia, Nord Italia) – Omicidio parentale per asfissia: un anziano di 87 anni muore soffocato dopo essere stato legato e imbavagliato nell'appartamento dalla figlia di 56 anni, la quale avrebbe agito asserendo l'intento di non far disturbare il vicinato.
IL CALENDARIO DEL DOLORE: trauma relazionale, ricorrenze e la memoria del corpo
Quando il calendario diventa una trappola neurovegetativa e la ferita affettiva riemerge con violenza intatta: le ricorrenze di inizio novembre non sono semplici date, ma un devastante amplificatore psicofisiologico per chiunque conviva con il peso di un lutto traumatico o di una perdita relazionale complessa.
Il corpo ricorda ciò che la mente tenta di dimenticare. Attraverso tre intense testimonianze cliniche — due al femminile e una al maschile —, prende forma un viaggio crudo e scientifico nei meandri del sistema nervoso autonomo: dalla morsa dell’iperattivazione ansiosa alla furia della disregolazione impulsivo-somatica, fino al gelo del collasso difensivo in ipoattivazione. Tre storie per comprendere, alla luce della psicotraumatologia relazionale, che il dolore non è mai fragilità morale, bensì la fisiologica ribellione di un corpo segnato da legami spezzati. Un appuntamento esclusivo in tre uscite imperdibili: le tre storie saranno pubblicate il 31 ottobre, il 1º novembre e il 2 novembre, in esclusiva sui siti:
www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it e www.modernews.online
4. Sezione speciale: analisi focalizzata su femminicidi e tentati femminicidi
L’approccio scientifico dell’ONOF e dell’AIPC impiega la categoria clinico-criminologica di femminicidio per qualificare ogni condotta soppressiva, consumata o tentata, diretta contro una persona di sesso femminile in ragione del genere o consumata all'interno di relazioni intime, affettive o di convivenza marcate da dinamiche di prevaricazione, controllo e annientamento dell'autonomia altrui.
Nella settimana dal 22 al 28 ottobre 2026, l'analisi clinica rileva il seguente quadro analitico:
- Femminicidio consumato ad opera del partner: si registra 1 caso di femminicidio consumato da parte del partner convivente (Vergiate, Varese). La vittima, una donna di 36 anni, è stata soppressa con un'arma da taglio dall'uomo di 53 anni con cui intratteneva una relazione affettiva. Questo evento costituisce il 100% dei delitti consumati all'interno della coppia e rappresenta il 33,3% del totale delle donne uccise nella settimana.
- Condotte lesive ad opera di ex partner: nel corso della settimana non sono stati rilevati casi, né consumati né tentati, ascrivibili alla categoria di ex partner (0%).
- Tentati femminicidi: nel periodo monitorato non si sono verificati tentati femminicidi da parte di partner o ex partner maschili (0%). L'unico episodio di tentato omicidio all'interno della coppia ha visto invece una dinamica a parti invertite (a Vicenza, una donna di 32 anni ha ferito gravemente con un coltello il partner convivente di 70 anni).
- Altri omicidi con vittime di sesso femminile nel perimetro intimo-parentale: le ulteriori 2 vittime donne di omicidio consumato appartengono alla sfera consanguinea/parentale (pari al 66,7% dei decessi femminili): la bambina di 3 anni uccisa dalla madre a Tortona (infanticidio materno) e l'anziana madre di 72 anni uccisa dal figlio a Udine (matricidio).
5. Decomposizione statistica e variabili fenomenologiche
5.1 Distribuzione di genere e tipologia del passaggio all'atto
- Vittime complessive (Totale N = 8): il genere maschile assorbe il 50% della vittimizzazione complessiva (4 soggetti tra omicidi consumati e tentati omicidi), mentre le donne rappresentano specularmente il 50% (4 soggetti). Isolando i soli 6 omicidi consumati, la letalità risulta perfettamente paritaria al 50% tra donne (3 casi) e uomini (3 casi). Nei tentati omicidi (Totale N = 2) si registra parimenti una ripartizione paritaria del 50%, con 1 vittima donna e 1 vittima uomo.
- Presunti autori (Totale N = 8): gli uomini costituiscono il 62,5% degli autori (5 soggetti), mentre le donne rappresentano una quota di rilievo pari al 37,5% (3 soggetti). Focalizzando l'attenzione sui 6 omicidi consumati, i presunti autori di sesso maschile costituiscono il 66,7% (4 casi: Vergiate, Udine, Torino, Monza), mentre le autrici di sesso femminile rappresentano il 33,3% (2 casi: Tortona, Milano). Nei 2 tentati omicidi si riscontra 1 autore uomo (50%, Cabiate) e 1 autrice donna (50%, Vicenza).
5.2 La variabile dirimente: il grado di familiarità L'analisi relazionale conferma la centralità dei legami intimi e prossimali quali catalizzatori primari della condotta distruttiva:
- Riferito alle vittime (Totale N = 8): i vincoli parentali di primo grado e consanguinei assorbono la quota maggioritaria con il 50% dei casi (4 vittime). Le relazioni di coppia (partner attuale) e i legami con conoscenti pesano ciascuno per il 25% (2 casi rispettivamente). Non si riscontrano eventi lesivi consumati da o verso ex partner (0%).
- Specificità di genere negli omicidi consumati: tra le donne vittime di omicidio (N = 3), il 66,7% è stato soppresso da un parente consanguineo (Tortona e Udine) e il 33,3% dal partner di coppia (Vergiate). Al contrario, tra gli uomini vittime di omicidio (N = 3), il 66,7% è stato ucciso da conoscenti (Torino e Monza) e il restante 33,3% all'interno della cerchia parentale (Milano).
5.3 Fasce di età e vulnerabilità anagrafica
- Vittime (Totale N = 8): si osserva una marcata polarizzazione generazionale che tocca trasversalmente le diverse età della vita. Il 37,5% delle vittime si colloca nella fascia geriatrica e anziana (70+ anni: madre di 72 anni a Udine, compagno di 70 anni a Vicenza, anziano di 87 anni a Milano); il 25% nella fascia giovanile tra i 18 e i 35 anni (ragazzo di 19 anni a Torino e uomo di 34 anni a Monza); il 25% nella fascia adulta matura tra i 36 e i 71 anni (donna di 36 anni a Vergiate e padre di 60 anni a Cabiate); il 12,5% nella primissima infanzia (bambina di 3 anni a Tortona).
- Autori (Totale N = 8): la concentrazione prevalente si riscontra nell'età adulta. Il 50% dei presunti autori si colloca nella fascia d'età compresa tra 36 e 53 anni (4 soggetti: 53 anni a Vergiate, 47 anni a Udine, 46 anni a Torino, 38 anni a Monza); il 37,5% appartiene alla fascia tra 18 e 35 anni (3 soggetti: 30 anni a Tortona, 32 anni a Vicenza, 29 anni a Cabiate); il restante 12,5% si colloca nella fascia 54–71 anni (1 soggetto: 56 anni a Milano).
5.4 Distribuzione geografica e mezzi di offesa
- Territorio: la totalità assoluta delle condotte delittuose censite nella settimana si è concentrata nel Nord Italia (100%), con assenza di casi rilevati nelle regioni del Centro e del Sud/Isole.
- Mezzi adoperati: l'arma da taglio si conferma lo strumento d'offesa predominante, coprendo l'87,5% degli eventi delittuosi totali (7 casi su 8 tra omicidi consumati e tentati). Negli omicidi consumati agiti da uomini, l'arma bianca è stata utilizzata nel 100% dei casi (4 episodi su 4). Nelle condotte omicidiarie addebitate a donne (N = 2), il mezzo si divide equamente tra l'impiego dell'arma da taglio (50%, a Tortona) e l'aggressione fisica diretta con asfissia meccanica (50%, a Milano). Nei 2 tentati omicidi, l'arma da taglio copre il 100% delle modalità lesive (Vicenza e Cabiate). Risultano completamente assenti nel periodo le armi da fuoco (0%).
6. Tratteggio descrittivo dei profili tipici di omicidio consumato
Dall'incrocio statistico delle frequenze prevalenti relative ai soli casi di delitto consumato si delineano i seguenti profili criminologici sintetici:
- Profilo tipico della vittima uomo: individuo appartenente in quota maggioritaria alla giovane età adulta (18–35 anni, 66,7%) o alla fascia anziana (72+ anni, 33,3%), residente nel Nord Italia (100%). Il legame che lo unisce all'offender è prevalentemente di conoscenza (66,7%) e la letalità si consuma prevalentemente per mezzo di armi da taglio (66,7%).
- Profilo tipico della vittima donna: persona di genere femminile distribuita in misura equivalente nelle fasce anagrafiche (33,3% nella fascia 0–17 anni, 33,3% nella fascia 36–53 anni e 33,3% oltre i 72 anni), localizzata interamente nel Nord del Paese (100%). Il contesto relazionale lesivo è primariamente quello parentale consanguineo (66,7%), seguito da quello di coppia (33,3%), con aggressione perpetrata prevalentemente mediante arma da taglio (66,7%).
- Profilo tipico dell'autore uomo: uomo in età adulta matura compresa tra i 36 e i 53 anni (100%), residente nelle regioni settentrionali (100%). Dirige l'azione letale prevalentemente contro persone appartenenti alla sfera dei conoscenti (50%), ricorrendo all'arma da taglio nel 100% delle proprie condotte soppressive consumate.
- Profilo tipico dell'autrice donna: soggetto femminile adulto, residente nel Nord Italia (100%), che consuma l'azione mortale interamente all'interno del nucleo consanguineo/parentale (100%), ricorrendo in misura paritaria ad armi da taglio (50%) e ad aggressioni fisiche per asfissia (50%).
7. Decodifica psicotraumatologica: disregolazione emotiva e collasso della finestra di tolleranza
La psicotraumatologia relazionale respinge fermamente le interpretazioni stereotipate che liquidano il passaggio all'atto delittuoso come mero "raptus momentaneo" o come pura devianza di matrice sociologica. L'agito soppressivo affonda le sue determinanti cliniche nella fisiologia dell'attaccamento e nella stabilità del sistema nervoso autonomo:
- La vulnerabilità nei quadri con C-PTSD: nelle persone con storie di traumatizzazione relazionale precoce, trascuratezza o attaccamento disorganizzato (quadri riconducibili a Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso - C-PTSD), la finestra di tolleranza neurovegetativa risulta marcatamente ristretta. L'apparato biologico perde la flessibilità fisiologica indispensabile per co-regolare gli affetti ed elaborare le oscillazioni emotive.
- Il grado di familiarità come riattivatore traumatico: la convivenza prolungata, le liti per futili motivi tra conoscenti o consanguinei e le dinamiche asfittiche di controllo all'interno della sfera intima agiscono quali detonatori neurosensoriali. L'altro non è più percepito come una figura relazionale differenziata, bensì come una minaccia esistenziale incombente.
- Il passaggio all'atto e la perdita del controllo degli impulsi: quando la percezione del pericolo eccede la soglia di tollerabilità, il sistema autonomo va incontro a un disperato iper-arousal o a un collasso dissociativo. La corteccia prefrontale perde la propria capacità regolatoria top-down, lasciando campo libero a risposte limbiche e motorie arcaiche: la condotta omicidiaria — attuata quasi sistematicamente con armi bianche o scontro corporeo a brevissima distanza — rappresenta la scarica comportamentale incoercibile derivante dall'uscita traumatica dalla finestra di tolleranza, come ampiamente dimostrato dalle evidenze empiriche e cliniche promosse da CIPR, ONOF e AIPC.
8. Il modello di prevenzione clinico-funzionale AIPC / CIPR
La prevenzione del delitto familiare e della violenza intrafamiliare necessita di strumenti oggettivi, svincolati da approcci moralistici o puramente sanzionatori:
- Protocollo V.E.R.A.® (Violence Emotional Risk Assessment): protocollo clinico-scientifico integrato orientato alla valutazione specialistica del rischio di recidiva e di escalation violenta. Mappa in profondità i livelli di disregolazione affettiva, l'ampiezza della finestra di tolleranza e la vulnerabilità neurofisiologica prima del passaggio all'atto.
- Piattaforma V.I.S.T.A.® e Scala S.I.R.A. (Scala Implicita di Resipiscenza e Attivazione): dispositivi strutturati per il monitoraggio longitudinale della risonanza traumatica, della capacità di resipiscenza e dell'integrazione cognitiva ed empatica negli individui che hanno agito o subito condotte lesive.
- Training psicofisiologico con Biofeedback multicanale: trattamento d'eccellenza erogato dal CIPR per la riabilitazione dell'equilibrio autonomico. Attraverso l'analisi in tempo reale di variabilità della frequenza cardiaca (HRV), risposta conduttiva cutanea (GSR) ed elettromiografia di superficie (sEMG), la persona impara a identificare i precursori somatici dell'attivazione emotiva prima del collasso inibitorio, ampliando la finestra di tolleranza e ripristinando il controllo degli impulsi.
9. Contatti istituzionali e servizi clinico-peritali
L’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC ETS) e il Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR) offrono percorsi di valutazione diagnostica, stima del rischio clinico e riabilitazione integrata per vittime, presunti o accertati autori di violenza e nuclei familiari:
Sedi operative territoriali: Roma (Via Giorgio Baglivi 6) e Pescara (Corso Umberto I, 18)
Codice Fiscale AIPC ETS: 97238660589
E-mail di riferimento: aipcitalia@gmail.com
Sportello unico WhatsApp: 392 440 1930 (attivo tutti i giorni dalle ore 11:00 alle ore 16:00)
Sito Web ufficiale: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
