Tentati femminicidi, tentati omicidi e condotte suicidarie: Lo specchio infranto della vicinanza. Report ONOF (Settimana 1 – 7 Ottobre 2026)
Introduzione
Il presente report divulgativo scaturisce dall'attività continuativa di monitoraggio e ricerca promossa dall’Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF) in stretta sinergia con l’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC APS) — Ente del Terzo Settore fondato a Roma nel 2001 — e il Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR). L’equipe scientifica è coordinata dal Dott. Massimo Lattanzi (psicologo psicoterapeuta, Ph.D. in Scienze Forensi) e dalla Dott.ssa Tiziana Calzone (psicologa psicoterapeuta), con l'analisi dei dati a cura della Dott.ssa Caterina Ventura e Dott.ssa Greta Tucci.
Il Modello OSINT e i limiti metodologici
La rilevazione e l'elaborazione dei dati settimanali si fondano su una rigorosa metodologia di tipo OSINT (Open Source Intelligence), basata sull'acquisizione, la verifica incrociata e la sistematizzazione delle notizie di cronaca diffuse dalle testate giornalistiche e dalle agenzie di stampa.
- Fonti non istituzionali: I dati restituiscono le evidenze pubblicate dai media nelle prime fasi d'indagine e non derivano da registri ministeriali consolidati.
- Fluidità delle evidenze: Nelle ore immediatamente successive agli eventi, le ricostruzioni sulle dinamiche, sui quadri clinico-psicologici e sull'esatta qualificazione procedurale possono subire variazioni e aggiornamenti.
- Criterio di conteggio e visione circolare: L'approccio scientifico dell'ONOF e dell'AIPC adotta una classificazione orientata alla misurazione dell'impatto relazionale complessivo del delitto familiare, conteggiando i drammi multifase, le vittime plurime, i tentati delitti e gli esiti suicidari o tentati suicidi dell'offender.
Lo specchio infranto della vicinanza: la settimana 1 – 7 Ottobre 2026
Nella settimana dall'1 al 7 ottobre 2026 si registra una rilevante concentrazione di condotte violente nell'alveo della prossimità e dei legami intimi, con un totale di 10 vittime censite nei delitti familiari (coinvolte in 8 tentati omicidi, 1 suicidio e 1 tentato suicidio, con 0 omicidi consumati) a fronte di 8 presunti autori:
- Milano (Lombardia) – Tentato omicidio tra conoscenti: Uomo di 34 anni accoltellato alla gola in strada da un conoscente di 45 anni, tratto in arresto.
- Latina (Lazio) – Tentato omicidio tra conoscenti: Donna di 25 anni entra dalla finestra in casa di un uomo di 71 anni (conoscente) e lo accoltella gravemente al volto.
- Torino (Piemonte) – Tentato femminicidio e suicidio dell'autore: Uomo di 37 anni tenta di uccidere a coltellate la compagna di 31 anni, la quale riesce a salvarsi fuggendo dai vicini con la figlia; l'aggressore si toglie successivamente la vita mediante defenestrazione.
- Montesilvano / Pescarese (Abruzzo) – Tentato femminicidio e tentato suicidio: Uomo accoltella la moglie convivente all'interno dell'abitazione e tenta poi il suicidio infliggendosi ferite con la stessa arma da taglio.
- Napoli (Campania) – Aggressione alla ex e tentato omicidio tra conoscenti: Uomo di 45 anni picchia l'ex partner e spara a un amico di quest'ultima (55 anni, conoscente), colpendolo gravemente al petto con arma da fuoco.
- Palagonia (Sicilia) – Tentato omicidio tra vicini/conoscenti: Uomo di 60 anni sferra una coltellata al volto al vicino di casa di 46 anni durante una lite.
- Bergamo (Lombardia) – Tentato parricidio consanguineo: Giovane di 24 anni, dopo un acceso diverbio con la compagna, tenta di uccidere il padre a coltellate in casa.
- Busto Arsizio (Lombardia) – Tentato femminicidio senile: Uomo di 83 anni aggredisce e ferisce con un coltello la moglie di 79 anni, che riesce a fuggire e a salvarsi.
La mappa dei dati: tra consanguineità, polarizzazioni d'età e armi letali
Distribuzione di genere e anagrafica degli autori
- Genere presunti autori (N = 8):
- Uomini: 88% (7 soggetti)
- Donne: 12% (1 soggetto)
- Età presunti autori (N = 8):
- 0–17 anni: 0% (0 soggetti)
- 18–35 anni: 25% (2 soggetti)
- 36–53 anni: 38% (3 soggetti)
- 54–71 anni: 13% (1 soggetto)
- 72+ anni: 12% (1 soggetto)
- Non riportata: 12% (1 soggetto)
Genere e tipologia di vittimizzazione
- Totale vittime censite nei delitti familiari (N = 10):
- Uomini: 70% (7 soggetti: 5 vittime di tentato omicidio, 1 suicidio, 1 tentato suicidio)
- Donne: 30% (3 soggetti: 3 vittime di tentato omicidio/femminicidio)
- Ripartizione eventi:
- Omicidi consumati: 0% (0 casi)
- Tentati omicidi: 80% (8 vittime: 5 uomini [63%], 3 donne [37%])
- Suicidi / Tentati suicidi: 20% (2 casi totali: 1 suicidio e 1 tentato suicidio, entrambi uomini/autori)
- Fasce d’età delle vittime complessive (N = 10):
- 0–17 anni: 0% (0 soggetti)
- 18–35 anni: 20% (2 soggetti)
- 36–53 anni: 20% (2 soggetti)
- 54–71 anni: 20% (2 soggetti)
- 72+ anni: 10% (1 soggetto)
- Non riportata: 30% (3 soggetti)
Il Grado di Familiarità
La variabile del grado di familiarità qualifica in modo netto le dinamiche relazionali:
- Riferito alle vittime (N = 10): Conoscenti 40% (4 casi), Partner 30% (3 casi), Sé stesso/a 20% (2 casi: suicidio e tentato suicidio), Parenti 10% (1 caso), Ex-Partner 0%.
- Riferito ai presunti autori (N = 8): Conoscenti 50% (4 casi), Partner 38% (3 casi), Parenti 12% (1 caso).
- Polarizzazione di genere:
- Nelle vittime donne (tentati omicidi) il legame è nel 100% dei casi con il partner di sesso maschile.
- Nelle vittime uomini (tentati omicidi) il legame è distribuito tra conoscenti (80%) e parenti consanguinei (20%).
Distribuzione Geografica dei delitti
- Nord: 50% (4 eventi: Milano, Torino, Bergamo, Busto Arsizio)
- Sud e Isole: 38% (3 eventi: Napoli, Palagonia, Montesilvano)
- Centro: 12% (1 evento: Latina)
Strumenti del passaggio all'atto nei tentati delitti
- Armi utilizzate dagli autori nei tentati omicidi:
- Uomini: Arma da taglio 72% (5 casi), Arma da fuoco 14% (1 caso), Aggressione fisica 14% (1 caso).
- Donne: Arma da taglio 100% (1 caso).
- Armi subite dalle vittime nei tentati omicidi:
- Uomini: Arma da taglio 80% (4 vittime), Arma da fuoco 20% (1 vittima).
- Donne: Arma da taglio 67% (2 vittime), Aggressione fisica 33% (1 vittima).
- Modalità lesive auto-dirette (Suicidi / Tentati suicidi):
- Suicidio consumato: Defenestrazione 100% (1 caso).
- Tentato suicidio: Arma da taglio 100% (1 caso).
Focus di genere: Dinamiche di prossimità e tentato femminicidio nella coppia
Assumendo il criterio rigoroso per cui il femminicidio (e il relativo tentativo) si configura laddove la condotta lesiva sia agita all'interno del legame affettivo-sentimentale intimo da un partner o ex partner, la settimana 1–7 ottobre 2026 evidenzia:
- Femminicidio consumato: N = 0 (0%).
- Tentato Femminicidio: N = 3 (100% delle aggressioni subite da donne) nei casi di Torino, Montesilvano e Busto Arsizio.
- Pattern criminologico ricorrente: Emerge l'evidenza sistematica per cui la donna è in percentuale bersaglio della violenza letale da parte di un partner affettivo-sentimentale (tentato femminicidio con contestuale rischio di suicidio o tentato suicidio dell'aggressore per collasso del legame), mentre l'uomo è in percentuale vittima all'interno della rete di conoscenti o parenti.
Sintesi dei Profili Tipici Settimanali
- Vittima Uomo Tipica (Tentato Omicidio): Uomo adulto leso da un conoscente (80%), localizzato prevalentemente tra Nord (40%) e Sud/Isole (40%), mediante arma da taglio (80%).
- Vittima Donna Tipica (Tentato Femminicidio): Donna aggredita dal partner (100%), prevalentemente nel Nord Italia (67%), colpita con arma da taglio (67%).
- Autore Uomo Tipico (Tentato Delitto): Uomo tra i 36 e i 53 anni (38%), che agisce contro un conoscente (43%) o contro la partner (43%), operativo prevalentemente al Nord (57%), mediante arma da taglio (72%).
- Autrice Donna (Tentato Delitto): Donna giovane nella fascia 18–35 anni (100%), operante nel Centro Italia (100%), che colpisce un conoscente (100%) con arma da taglio (100%).
- Omicidi consumati: Profili tipici non compilabili per assenza di delitti consumati nella settimana (N = 0).
Lettura psicotraumatologica: la disregolazione emotiva e il collasso della finestra di tolleranza
La psicotraumatologia relazionale impone di superare la narrazione del delitto o del tentato femminicidio come mero fenomeno socioculturale, interpretandoli attraverso i correlati della regolazione affettiva e neurovegetativa:
- Il Grado di Familiarità come amplificatore traumatico: La prossimità quotidiana e il vincolo di intimità o convivenza fungono da catalizzatori primari degli squilibri interpersonali. Nei legami di prossimità, le proiezioni relazionali non elaborate trasformano attriti contingenti o minacce di separazione in un pericolo percepito come parossistico per l'integrità del Sé.
- C-PTSD e la strozzatura della "Finestra di Tolleranza": Negli individui con storie di traumatizzazione complessa (C-PTSD) e stili di attaccamento gravemente insicuri o disorganizzati, la finestra di tolleranza neurofisiologica è marcatamente ristretta. Di fronte a trigger relazionali percepiti come intollerabili disconferme, il sistema nervoso autonomo collassa bruscamente in uno stato di iper-arousal acuto non modulabile cognitivamente.
- Il Passaggio all'atto grave come perdita del controllo degli impulsi: L'uscita repentina dalla finestra di tolleranza determina la disattivazione del controllo top-down della corteccia prefrontale. Il passaggio all'atto grave — sia esso etero-diretto verso la partner o il conoscente, o auto-diretto (suicidio e tentato suicidio post-aggressione) — rappresenta un'esplosione disfunzionale originata dalla totale perdita del controllo degli impulsi dovuta alla disregolazione emotiva, come documentato dalla ricerca clinica di CIPR, ONOF e AIPC.
Prevenzione clinica e presa in carico: Protocolli ASVS e VERA, Scala SIRA e centralità del Biofeedback
Interrompere la spirale dell'escalation violenta esige modelli scientifici avanzati orientati alla valutazione del rischio in chiave prettamente clinica e neurofisiologica:
- Protocollo ASVS (A.I.P.C. Scientific Violence Screening): Dedicato all'assessment specifico e integrato del rischio in chiave clinica per persone che hanno subito, agito o assistito a condotte violente.
- Protocollo VERA (Violence Emotional Risk Assessment): Modello strutturato per quantificare la vulnerabilità, la disregolazione affettiva e la tendenza all'acting out prima che l'uscita dalla finestra di tolleranza determini l'irreversibilità del passaggio all'atto.
· Scala SIRA (S.I.R.A. – Scala Implicita di Resipiscenza e Attivazione): La Scala SIRA è uno strumento ideato per monitorare nel tempo l’efficacia del trattamento, favorendo l’analisi della risonanza interpersonale, l’assunzione di responsabilità e una profonda consapevolezza dell’impatto relazionale delle proprie condotte.
· Valutazione e Training di Biofeedback Multicanale: Monitoraggio oggettivo della conduttanza cutanea (GSR/EDA), della variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e dell'elettromiografia di superficie (sEMG/tensione muscolare di formula) per quantificare l'attivazione simpato-vagale, mappare i marker somatici pre-cognitivi ed espandere attivamente la finestra di tolleranza.
Riferimenti istituzionali e contatti
AIPC – Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia | CIPR – Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale
Sedi operative: Roma e Pescara | C.F.: 97238660589
Sito web: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
E-mail istituzionale: aipcitalia@gmail.com
WhatsApp: 3924401930 (attivo tutti i giorni dalle ore 11:00 alle ore 16:00)
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