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IX trilogia dei racconti dell’estate AIPC – CIPR (2026)

26/08/2026 19:32

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IX trilogia dei racconti dell’estate AIPC – CIPR (2026)

IX trilogia dei racconti dell’estate AIPC – CIPR (2026)L’epigenetica del trauma e la catena della violenza: dal silenziamento molecolare alla trasmiss

IX trilogia dei racconti dell’estate AIPC – CIPR (2026)

L’epigenetica del trauma e la catena della violenza: dal silenziamento molecolare alla trasmissione intergenerazionale nei traumi relazionali complessi

Autori: Massimo Lattanzi & Tiziana Calzone

AIPC Editore, Roma – 2026

Collana: Psicotraumatologia Relazionale, Neurobiologia del Trauma e Fenomenologia della Violenza

 

USCITA I – 24 Agosto 2026

Dallo spartito biologico al silenziamento relazionale: il genoma come possibilità e l'epigenetica del trauma precoce

Il paradigma contemporaneo della biologia molecolare e della psicotraumatologia clinica ha definitivamente superato il determinismo genetico: il DNA non costituisce un destino comportamentale ineluttabile, bensì un repertorio potenziale di risposte biologiche. Nella cornice teorico-clinica dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC) e del Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR), il genoma rappresenta una biblioteca polivalente le cui porte d’accesso vengono strutturate e modellate dalle primissime interazioni di attaccamento.

Nel nucleo di ogni cellula, il filamento di DNA è organizzato attorno a complessi proteici istonici a formare la cromatina. L’accessibilità fisica dei fattori di trascrizione a questo codice – ovvero la transizione tra eterocromatina (struttura densa, silenziata) ed eucromatina (struttura distesa, aperta alla trascrizione genica) – agisce come il vero snodo di regolazione biologica.

Quando l’ambiente primario è permeato da trascuratezza grave, maltrattamento o violenza assistita, l'esperienza traumatica non rimane un mero costrutto psichico: essa si traduce in cascate neuroendocrine (iperattivazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, rilascio continuo di glucocorticoidi e citochine pro-infiammatorie) capaci di modificare direttamente i marcatori epigenetici.

In particolare, la metilazione del DNA a livello delle isole CpG nei promotori genici (ad esempio sui geni che codificano per i recettori dei glucocorticoidi NR3C1 o per il fattore neurotrofico BDNF) recluta complessi corepressori che bloccano la trascrizione. Parallelamente, le modificazioni post-traduzionali degli istoni (deacetilazione e specifiche metilazioni istoniche) serrano la cromatina, silenziando quei programmi genetici deputati alla neuroplasticità e alla regolazione fisiologica dello stress. L’ambiente abusante o caotico imprime così una firma biochimica persistente, trasformando la possibilità biologica in una cicatrice epigenetica che restringe precocemente le capacità omeostatiche del soggetto.

 

USCITA II – 25 Agosto 2026

Il trascrittoma dell'iperattivazione: finestra di tolleranza, C-PTSD e il passaggio all'atto

Se il genoma è la partitura e l'epigenetica rappresenta la direzione d'orchestra, l'RNA messaggero e l'insieme dei trascritti cellulari (trascrittoma) rappresentano l'esecuzione dinamica e in tempo reale dell'attività biologica. Il trascrittoma è altamente reattivo agli stimoli relazionali e ambientali: esso scatta una vera e propria istantanea molecolare di come l'organismo risponde alle sollecitazioni del momento.

Negli individui con storie di trauma relazionale complesso (C-PTSD), l'architettura epigenetica costringe il trascrittoma a una costante espressione di programmi molecolari di allarme e difesa. Come documentato dalla ricerca scientifica e clinica di AIPC, CIPR e ONOF, questo assetto neurobiologico cronico determina una drastica riduzione dell'ampiezza della finestra di tolleranza emotiva.

La disregolazione emotiva conseguente a traumi complessi comporta una labilità dei sistemi di inibizione corticale: di fronte a trigger ambientali o a conflitti interpersonali anche minimi, l'organismo esce repentinamente dalla propria finestra di tolleranza. L'iper-reattività neurobiologica travolge le capacità di mentalizzazione, provocando un collasso della regolazione affettiva. In questo quadro, il passaggio all'atto grave e violento non si configura come una scelta razionale mediata, ma come una massiva perdita del controllo degli impulsi dovuta all'uscita dalla finestra di tolleranza, dove il comportamento disfunzionale e aggressivo diventa l'estremo tentativo somatopsichico di fronteggiare uno stato intollerabile di disintegrazione e minaccia percepita.

 

USCITA III – 26 Agosto 2026

La memoria epigenetica e la trasmissione intergenerazionale della violenza familiare

L’epigenoma possiede due caratteristiche cardinali: la reattività contestuale e la memoria molecolare. Le alterazioni a carico della metilazione del DNA, delle code istoniche e la modulazione operata dagli RNA non codificanti (microRNA e lncRNA) possono persistere stabilmente nel tempo. Nei traumi relazionali complessi, queste alterazioni non si limitano a modellare il fenotipo clinico del singolo individuo, ma pongono le basi biologiche per la trasmissione intergenerazionale del trauma e della violenza.

I microRNA e le modificazioni epigenetiche trasmesse attraverso la linea germinale, uniti all’esposizione post-natale a pattern di attaccamento disorganizzati e contesti familiari maltrattanti, trasferiscono alla prole una vulnerabilità biologica pre-impostata: sistemi di risposta allo stress iper-reattivi e finestre di tolleranza precocemente ristrette.

Attraverso la lente della psicotraumatologia relazionale e i protocolli clinici sviluppati da AIPC e CIPR (come il protocollo integrato ASVS per la valutazione del rischio e della vulnerabilità in chiave clinico-funzionale e non meramente sociale), l'analisi fenomenologica degli omicidi e della violenza familiare evidenzia l'importanza cruciale del grado di familiarità che lega autore e vittima:

Le evidenze psicocriminologiche mostrano pattern relazionali polarizzati: l'uomo, in percentuale significativa negli omicidi intra-familiari, è vittima di un parente o conoscente, spesso all'interno di dinamiche di escalation impulsiva; la donna è prevalentemente vittima di partner o ex partner con cui ha o ha avuto una relazione affettivo-sentimentale (femminicidio).

Comprendere che l'epigenetica è intrinsecamente reversibile e plastica costituisce il fondamento scientifico dell'intervento terapeutico: la psicotraumatologia relazionale, integrata con percorsi di ri-regolazione psicofisiologica (come il biofeedback), mira a riaprire la cromatina della cura e della sicurezza, allargando la finestra di tolleranza emotiva e interrompendo la catena intergenerazionale della disregolazione e della violenza relazionale.

Riferimenti istituzionali e contatti scientifici

AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia) – C.F. 97238660589

CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale)

Sito web: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it

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