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Monitoraggio epidemiologico e profiling ONOF dei delitti familiari, settimana 21 - 27 maggio 2026

01/06/2026 14:33

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Monitoraggio epidemiologico e profiling ONOF dei delitti familiari, settimana 21 - 27 maggio 2026

Monitoraggio epidemiologico e profiling ONOF dei delitti familiari, settimana 21 - 27 maggio 2026 Curatori del Report: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.s

Monitoraggio epidemiologico e profiling ONOF dei delitti familiari, settimana 21 - 27 maggio 2026

 

Curatori del Report: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.ssa Tiziana Calzone

Analisi dei Dati: Dott.ssa Giulia Trovato

 

1.Introduzione e inquadramento degli enti di riferimento

La comprensione della violenza interpersonale nei contesti di prossimità richiede schemi clinici complessi, capaci di superare la mera catalogazione penalistica per decodificare i meccanismi psicofisiologici che precedono il passaggio all'atto grave. Il presente report settimanale è elaborato sotto la direzione scientifica di un network multidisciplinare che studia e tratta il trauma e l'agito violento in chiave circolare:

AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia): Ente del Terzo Settore (ETS) fondato a Roma nel 2001. Promuove una presa in carico "circolare" della violenza, accogliendo e valutando sia le vittime sia i presunti autori di reati violenti. Utilizza il modello A.I.P.C. Scientific Violence Screening, al cui interno opera il protocollo clinico V.E.R.A. (Violence Emotional Risk Assessment). Tale strumento standardizza la valutazione del rischio integrando colloqui clinici, psicodiagnostica e misurazioni psicofisiologiche tramite biofeedback, strutturando percorsi basati su psicotraumatologia relazionale, psicoterapia sensomotoria e mindfulness.

CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale): Polo clinico operativo specializzato nel trattamento del Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso (C-PTSD) e della disregolazione emotiva, attivo nelle sedi di Roma e Pescara. Applica protocolli terapeutici integrati a marcatori psicofisiologici oggettivi (conduttanza cutanea e variabilità della frequenza cardiaca - HRV) per ripristinare la regolazione del sistema nervoso autonomo e ampliare la finestra di tolleranza.

ONOF (Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari): Organo di ricerca permanente preposto al monitoraggio epidemiologico e alla catalogazione dei delitti commessi in Italia in contesti di prossimità relazionale. Traduce i dati grezzi in profili criminologici ricorrenti (isolando le variabili di genere, età e grado di familiarità) per orientare la prevenzione precoce e stimare la letalità potenziale delle dinamiche intrafamiliari.

 

2. Metodologia di raccolta dati in chiave OSINT e margine di errore

I dati epidemiologici discussi in questo report settimanale non provengono dai registri consolidati delle istituzioni giudiziarie o delle forze dell'ordine, i cui tempi di rilascio risultano fisiologicamente dilatati. La ricerca si avvale invece della metodologia OSINT (Open Source Intelligence), basata sul monitoraggio costante, l'estrazione e l'incrocio delle informazioni di pubblica utilità diffuse quotidianamente dalle testate giornalistiche e dalle agenzie di stampa. L'applicazione dell'intelligence da fonti aperte consente di catturare il fenomeno criminoso nel momento della sua manifestazione pubblica, offrendo un quadro aggiornato in tempo reale. Tuttavia, questa metodologia comporta dei precisi limiti biologici e la concreta possibilità di commettere errori o imprecisioni in fase di prima rilevazione.

 

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3. Definizioni dei parametri scientifici ed epidemiologici

Per garantire la massima chiarezza e rigore interpretativo, si esplicitano di seguito i costrutti fondamentali utilizzati nella stesura del report:

Campione Complessivo (N): Rappresenta l'universo statistico dei casi (intesi come singoli eventi delittuosi o tentati tali che coinvolgono un nucleo relazionale) intercettati e censiti nel periodo temporale di riferimento.

Delitto Familiare: Secondo la tassonomia scientifica standardizzata dall'AIPC, rientrano in questa classificazione non soltanto i reati di sangue commessi fra parenti consanguinei in linea retta o collaterale, ma tutti quegli agiti distruttivi (omicidi, tentati omicidi, suicidi e tentati suicidi correlati) che si consumano all'interno di una rete relazionale significativa.

 

Grado di Familiarità: Variabile qualitativa fondamentale che qualifica e definisce la natura del legame intercorrente tra la vittima e il presunto autore. Essa viene segmentata in cinque livelli macro-relazionali:

·       Partner: Coniugi, conviventi o partner in costanza di relazione affettiva/sentimentale attuale.

·       Ex-Partner: Precedenti legami affettivi interrotti o legalmente cessati (es. ex coniugi, ex fidanzati).

·       Parenti: Soggetti legati da vincoli di sangue, adozione, affinità o nucleo coabitativo storico (es. genitori, figli, fratelli).

·       Conoscenti: Relazioni di prossimità sociale che includono la colleganza lavorativa, il vicinato, l'amicizia frequentata o la frequentazione di contesti comuni.

·       Sé stesso/a: Riservato alla catalogazione delle condotte autolesive (suicidi e tentati suicidi) conseguenti o contestuali all'agito violento principale.

 

Piattaforma gratuita VISTA: Innovazione per la prevenzione e la valutazione integrata stress, trauma e agito.

È una piattaforma digitale e un ecosistema clinico-criminologico progettato per il monitoraggio del rischio, l'elaborazione automatizzata dei dati e la valutazione precoce delle dinamiche traumatiche e dei comportamenti impulsivi. La Piattaforma VISTA è progettata per un accesso rapido e sicuro, automatizza l'elaborazione dei dati, ottimizza l'analisi del rischio e supporta attivamente specialisti e istituzioni.

Profilo immediato gratuito: Numerose persone hanno già utilizzato questa scala digitale intuitiva, ottenendo un feedback in tempo reale cruciale per accrescere la consapevolezza e orientare i successivi step di supporto. Accesso rapido: clicca sul link per avviare subito la compilazione e ricevere il tuo profilo https://pci.jotform.com/form/261244558694366

Nota importante e supporto

La piattaforma gratuita non sostituisce una diagnosi professionale. Se emergono criticità, ti invitiamo a contattare un professionista della salute o i nostri centri. Se affronti dinamiche familiari complesse o traumi relazionali, il CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale) è pronto ad accoglierti a Roma e Pescara con percorsi personalizzati e metodologie avanzate come il biofeedback

 

4. Analisi epidemiologica del campione settimanale

Nella settimana compresa tra il 21 e il 27 Maggio 2026, l'attività di monitoraggio OSINT ha isolato un campione complessivo pari a N = 3 casi epidemiologici di delitti familiari.

L'estrazione quantitativa preliminare mostra una marcata asimmetria nelle distribuzioni di genere:

  • Sesso delle Vittime: Su un totale di 3 soggetti lesi, il 67% (n = 2) appartiene al genere maschile, mentre il restante 33% (n = 1) appartiene al genere femminile.
  • Sesso dei Presunti Autori: L'interezza dei soggetti intercettati e accusati dalle forze dell'ordine dell'agito lesivo è costituita da individui di genere maschile (100%, n = 3).

4.1 Il trend degli omicidi consumati: quota zero

Un dato di straordinario interesse clinico, criminologico e preventivo emerge dall'analisi della letalità e severità degli eventi registrati in questa specifica settimana:

Trend omicidi consumati 21–27 Maggio 2026 = 0

Nel periodo oggetto di studio, nessun delitto familiare ha raggiunto la consumazione dell'omicidio, ovvero non si sono registrati decessi immediati o eventi letali compiuti sul posto. Questo dato evidenzia un arresto temporaneo del trend degli omicidi consumati rispetto ad altre campagne settimanali di monitoraggio.

4.2 L'Incidenza di genere nel campione dei tentati omicidi

La totalità degli eventi censiti nel campione complessivo N = 3 è confluita nella categoria clinico-giuridica delle vittime di tentato omicidio. L'azione distruttiva, sebbene mossa da una chiara intenzionalità o da una spinta impulsiva letale, è stata interrotta o mitigata da fattori esogeni (es. l'intervento tempestivo di terzi, soccorsi medici d'urgenza o il fallimento dell'azione lesiva).

L'incidenza del sesso all'interno della categoria dei tentati omicidi ricalca la distribuzione del campione generale:

  • Vittime di genere maschile: 67% (N = 2).
  • Vittime di genere femminile: 33% (N = 1).

Sul piano interpretativo dell'ONOF, questo andamento evidenzia l'esistenza di un pattern specifico: quando il delitto si consuma al di fuori delle dinamiche di coppia strette (ovvero tra conoscenti o fra parenti non legati da vincoli sentimentali diretti), la vittima maschile tende statisticamente a sovrarappresentare il campione, subendo l'agito violento di altri uomini in contesti d'impulso o di liti interpersonali acute.

 

Ascolta il podcast sul canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “Monitoraggio epidemiologico e profiling ONOF dei delitti familiari, settimana 21 - 27 maggio 2026".  Clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/5QqTyzDgn7oqNFSD7nLZlY?si=sJwcwHiISG6YJ-Cdk3-MhQ

 

5. Disarticolazione dettagliata delle variabili target

Di seguito si procede alla disarticolazione dei dati relativi ai 3 casi di tentato omicidio, incrociandoli con le variabili anagrafiche, relazionali, strumentali e geografiche.

A. Variabile anagrafica: Classi d'età delle vittime e degli autori

La distribuzione anagrafica delle 3 vittime appare perfettamente simmetrica, andando a toccare tre fasi distinte dello sviluppo biologico e relazionale umano:

  • Classe 0-17 anni: 33% (n = 1). Il caso riguarda un minore di soli 12 anni, aggredito all'interno del nucleo domestico nel territorio di Napoli.
  • Classe 18-35 anni: 33% (n = 1). Il caso fa riferimento a un giovane uomo di 21 anni, coinvolto in un'aggressione di strada a Castel Goffredo (Mantova).
  • Classe 36-53 anni: 33% (n = 1). La vittima è una donna di 36 anni, aggredita nel contesto isolano di Ischia.

Per quanto concerne i presunti autori, la concentrazione anagrafica si sposta prevalentemente sulla fascia giovanile/adulta:

  • Classe 18-35 anni: 67% (n = 2), soggetti rispettivamente di 20 e 35 anni, caratterizzati da una forte reattività emotiva e impulsività.
  • Classe 54-71 anni: 33% (n = 1), nello specifico un uomo di 58 anni.

B. Variabile relazionale: il grado di familiarità

L'analisi del legame di prossimità rivela l'assoluta assenza di conflittualità legata a Partner o Ex-Partner (N = 0). Il pericolo si è sviluppato lungo due direttrici chiare:

  • Parenti (67%, n = 2): In entrambi i casi ascrivibili a questa categoria, l'aggressore è stato il padre della vittima. Nello specifico, si è registrato il ferimento grave di un figlio maschio di 12 anni e il pestaggio quasi letale di una figlia femmina di 36 anni. Questo dato pone l'accento sulle gravissime disfunzioni delle dinamiche verticali della genitorialità traumatica.
  • Conoscenti (33%, n = 1): L'evento ha coinvolto due giovani uomini legati da una rete di conoscenza comune e mossi da una forte rivalità interpersonale (nello specifico, una lite per motivi sentimentali sotto l'abitazione di una ragazza contesa).

C. Variabile strumentale: armi e modalità dell'agito

Le modalità esecutive documentate dai casi di cronaca evidenziano una diversificazione dello strumento lesivo, specchio diretto dell'improvvisazione e dell'intensità dell'affetto negativo:

  • Arma da taglio (33%, n = 1): Utilizzata dall'autore nel caso di Napoli per infliggere ferite da accoltellamento al figlio minore, seguita da un tentativo di suicidio da parte dell'autore stesso mediante il medesimo strumento.
  • Aggressione fisica diretta (Percosse e pestaggio) (33%, n = 1): Modalità riscontrata nel caso di Ischia, dove la vittima donna è stata violentemente picchiata dal padre fino a trovarsi in imminente pericolo di vita. Questo evidenzia come la forza bruta del corpo possa raggiungere livelli di letalità sovrapponibili a quelli di un'arma propria.
  • Altro (Veicolo investitore) (34%, n = 1): Nel caso di Castel Goffredo, l'autore ha utilizzato un'automobile come vera e propria arma impropria, travolgendo intenzionalmente il rivale al culmine di un alterco.

D. Variabile geografica: distribuzione sul territorio nazionale

La mappatura dei delitti mostra una spiccata polarizzazione verso le regioni meridionali e insulari:

  • Sud e Isole: 67% (n = 2) del campione complessivo, con eventi localizzati nella città metropolitana di Napoli e nell'isola di Ischia.
  • Nord: 33% (n = 1) del campione, localizzato nella provincia di Mantova (Castel Goffredo).
  • Centro: 0% (n = 0), nessuna evidenza rilevata nel territorio dell'Italia centrale nel corso della settimana.

 

6. Inquadramento psicotraumatologico relazionale dell'agito

L'assenza di omicidi consumati non deve indurre a una minimizzazione del rischio epidemiologico: i dati di questa settimana evidenziano l'espressione di condotte distruttive ad altissima energia lesiva. Sotto il profilo teorico e clinico promosso dal CIPR e dall'AIPC, questi atti di violenza estrema trovano una precisa collocazione scientifica nei costrutti di disregolazione emotiva e di finestra di tolleranza.

La finestra di tolleranza definisce la zona di attivazione ottimale entro la quale un individuo è in grado di elaborare gli stimoli ambientali, le frustrazioni e i conflitti relazionali senza compromettere l'equilibrio del proprio sistema nervoso autonomo. Nelle persone che presentano quadri di Trauma Complesso (C-PTSD) o vissuti traumatici relazionali non elaborati nell'infanzia, questa finestra risulta estremamente ristretta e rigida.

Di fronte a un trigger ambientale o interpersonale acuto (la vista di un rivale in amore, una lite domestica, un conflitto con i figli), l'individuo sperimenta un'immediata uscita dalla finestra di tolleranza, muovendosi verso una condizione di profonda iper-attivazione simpatica (hyperarousal). In questo stato, la corteccia prefrontale deputata al monitoraggio cognitivo e al controllo inibitorio subisce un vero e proprio "sequestro emotivo": il sistema nervoso percepisce lo stimolo come una minaccia vitale immediata, attivando una risposta di attacco e traducendola in un passaggio all'atto grave (acting-out) come perdita totale del controllo degli impulsi.

Un ulteriore elemento a supporto di questa lettura è fornito dalla correlazione con il comportamento autolesivo: nel caso di Napoli, il presunto autore (uomo, 35 anni), subito dopo aver accoltellato il figlio minore e ferito la moglie, ha spostato l'energia distruttiva contro sé stesso compiendo un tentato suicidio (pari al 100% dei tentati suicidi della settimana, N = 1). Questo evidenzia come l'iper-attivazione traumatica e la disregolazione emotiva aspecifica possano oscillare rapidamente tra l'etero-direzione (violenza verso gli altri) e l'auto-direzione (violenza verso sé stessi), confermando l'urgenza di interventi preventivi mirati alla stabilizzazione psicofisiologica e all'allargamento clinico della finestra di tolleranza.

 

7. Contatti, servizi di ascolto e orientamento sulla violenza

L'AIPC e il CIPR mantengono attivi servizi specialistici accessibili a chiunque sperimenti vissuti traumatici o si riconosca in dinamiche relazionali disfunzionali e di forte disregolazione emotiva:

  • Sportello di ascolto e orientamento nazionale: Dedicato a tutte le persone senza alcuna distinzione di genere, di orientamento o di ruolo ricoperto (vittime di violenza, testimoni/familiari e autori di condotte abusanti o maltrattanti). Il servizio offre percorsi terapeutici personalizzati e, su richiesta, valutazioni psicodiagnostiche e psicofisiologiche mediante l'ausilio del biofeedback.
  • Formazione specialistica e supervisione: Rivolta a psicologi, psicoterapeuti, medici, operatori socio-sanitari e professionisti della sicurezza che desiderano acquisire o perfezionare strumenti scientifici integrati per la valutazione del rischio e il trattamento del trauma relazionale.
  • Canali di Contatto Diretti:

Contatto Telefonico / WhatsApp: 3924401930 (Servizio attivo dal lunedì al sabato, esclusivamente all'interno della fascia oraria che va dalle ore 11:00 alle ore 16:00).

Indirizzo e-mail istituzionale: aipcitalia@gmail.com

Sito web di riferimento scientifico: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it

Codice Fiscale Ente (AIPC ETS): 97238660589.

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