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Dinamiche letali nella familiarità: profiling ONOF nei delitti familiari. Report 11-17 giugno 2026

22/06/2026 13:51

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Dinamiche letali nella familiarità: profiling ONOF nei delitti familiari. Report 11-17 giugno 2026

Dinamiche letali nella familiarità: profiling ONOF nei delitti familiari. Report 11-17 giugno 2026​Curatori del Report: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.

Dinamiche letali nella familiarità: profiling ONOF nei delitti familiari. Report 11-17 giugno 2026

​Curatori del Report: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.ssa Tiziana Calzone

Analisi dei Dati: Dott.ssa Elisa Ninivaggi 

 

1.       Introduzione e inquadramento degli enti di riferimento

​La comprensione della violenza interpersonale nei contesti di prossimità richiede schemi clinici complessi, capaci di superare la mera catalogazione penalistica per decodificare i meccanismi psicofisiologici che precedono il passaggio all’atto grave. Il presente report settimanale è elaborato sotto la direzione scientifica di un network multidisciplinare che studia e tratta il trauma e l’agito violento in chiave circolare: 

​AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia): Ente del Terzo Settore (ETS) fondato a Roma nel 2001. Promuove una presa in carico “circolare” della violenza, accogliendo e valutando sia le vittime sia i presunti autori di reati violenti. Utilizza il modello A.I.P.C. Scientific Violence Screening, al cui intra opera il protocollo clinico V.E.R.A. (Violence Emotional Risk Assessment). Tale strumento standardizza la valutazione del rischio integrando colloqui clinici, psicodiagnostica e misurazioni psicofisiologiche tramite biofeedback, strutturando percorsi basati su psicotraumatologia relazionale, psicoterapia sensomotoria e mindfulness. Il protocollo A.S.V.S. è applicato alla popolazione di persone che hanno vissuto (subito, agito e assistito) condotte violente. 

​CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale): Polo clinico operativo specializzato nel trattamento del Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso (C-PTSD) e della disregolazione emotiva, attivo nelle sedi di Roma e Pescara. Applica protocolli terapeutici integrati a marcatori psicofisiologici oggettivi per ripristinare la regolazione del sistema nervoso autonomo e ampliare la finestra di tolleranza.

​ONOF (Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari): Organo di ricerca permanente fondato nel 2013, preposto al monitoraggio epidemiologico e alla catalogazione dei delitti commessi in Italia in contesti di prossimità relazionale. Traduce i dati grezzi in profili criminologici ricorrenti (isolando le variabili di genere, età e grado di familiarità) per orientare la prevenzione precoce e stimare la letalità potenziale delle dinamiche intrafamiliari. 

 

Scarica le slide Dinamiche letali nella familiarità: profiling ONOF nei delitti familiari. Report 11-17 giugno 2026 ". Clicca sul link: slide

 

2.       Metodologia di raccolta dati in chiave OSINT e margine di errore

​I dati epidemiologici discussi in questo report settimanale non provengono dai registri consolidati delle istituzioni giudiziarie o delle forze dell’ordine, i cui tempi di rilascio risultano fisiologicamente dilatati. La ricerca si avvale invece della metodologia OSINT (Open Source Intelligence), basata sul monitoraggio costante, l’estrazione e l’incrocio delle informazioni di pubblica utilità diffuse quotidianamente dalle testate giornalistiche e dalle agenzie di stampa. 

​L’applicazione dell’intelligence da fontes aperte consente di catturare il fenomeno criminoso nel momento della sua manifestazione pubblica, offrendo un quadro aggiornato in tempo reale. Tuttavia, questa metodologia comporta dei precisi limiti biologici e la concreta possibilità di commettere errori o imprecisioni in fase di prima rilevazione. 

 

3.       Definizioni dei parametri scientifici ed epidemiologici

​Per garantire la massima chiarezza e rigore interpretativo, si esplicitano di seguito i costrutti fondamentali utilizzati nella stesura del report: 

​Campione Complessivo (N): Rappresenta l’universo statistico dei casi (intesi come singoli eventi delittuosi o tentati tali che coinvolgono un nucleo relazionale) intercettati e censiti nel periodo temporale di riferimento. 

​Delitto Familiare: Secondo la tassonomia scientifica standardizzata dall’AIPC, rientrano in questa classificazione non soltanto i reati di sangue commessi fra parenti consanguinei in linea retta o collaterale, ma tutti quegli agiti distruttivi (omicidi, tentati omicidi, suicidi e tentati suicidi correlati) che si consumano all’interno di una rete relazionale significativa. 

​Grado di Familiarità: Variabile qualitativa fondamentale che qualifica e definisce la natura del legame intercorrente tra la vittima e il presunto autore. Essa viene segmentata in specifiche macro-categorie relazionali: 

​Partner: Coniugi, conviventi o partner in costanza di relazione affettiva/sentimentale attuale. 

​Ex-Partner: Precedenti legami affettivi interrotti o legalmente cessati (es. ex coniugi, ex fidanzati). 

​Parenti: Soggetti legati da vincoli di sangue, adozione, affinità o nucleo coabitativo storico (es. genitori, figli, fratelli, zii, nipoti). 

​Amici: Relazioni basate su legami di fiducia eletta, frequentazione personale spontanea e condivisione di un vissuto confidenziale. 

​Conoscenti: Relazioni di prossimità sociale che includono la colleganza lavorativa, il vicinato o la frequentazione di contesti comuni. 

​Sé stesso/a: Riservato alla catalogazione delle condotte autolesive (suicidi e tentati suicidi) conseguenti o contestuali all’agito violento principale. 

​Piattaforma VISTA (Valutazione Integrata Stress, Trauma e Agito): È una piattaforma digitale e un ecosistema clinico-criminologico progettato per il monitoraggio del rischio, l’elaborazione automatizzata dei dati e la valutazione precoce delle dinamiche traumatiche e dei comportamenti impulsivi. 

 

4.       Analisi epidemiologica del campione settimanale

​Nella settimana compresa tra l’11 e il 17 Giugno 2026, l’attività di monitoraggio OSINT ha isolato un campione complessivo pari a N = 4 casi epidemiologici di delitti familiari. 

​L’estrazione quantitativa preliminare mostra le seguenti distribuzioni generali: 

​Sesso delle Vittime: Su un totale di 4 soggetti lesi, il 50% (N = 2) appartiene al genere femminile, e il restante 50% (N = 2) appartiene al genere maschile. 

​Sesso dei Presunti Autori: L’interezza dei soggetti intercettati e accusati dall’autorità giudiziaria dell’agito lesivo è costituita da individui di genere maschile (100%, N = 4). 

4.1   ​Il trend degli omicidi consumati: l’incidenza delle dinamiche intra-parentali

4.2   ​Il monitoraggio della settimana corrente rileva la seguente incidenza letale: 

​Vittime di Omicidio consumato: N = 1 caso totale (100%). 

​Donne: 100% (N = 1). 

​Uomini: 0% (N = 0). 

​L’analisi dell’ONOF evidenzia come l’unico evento letale consumato abbia colpito un soggetto di genere femminile. Sotto il profilo del profiling criminologico basato sul legame, l’agito si configura come un omicidio intra-parentale (nello specifico, avunculicidio), consumatosi interamente all’interno della rete dei legami di consanguineità collaterale (Parenti), dove un nipote minorenne ha ucciso la zia a seguito di dissidi economici. 

4.3   ​L’incidenza di genere nel campione dei tentati omicidi

4.4   ​I restanti casi monitorati nel corso della settimana confluiscono nella categoria dei tentati omicidi: 

​Vittime di Tentato Omicidio: N = 3 casi totali (100%). 

​Vittime di genere maschile: 66% (N = 2). 

​Vittime di genere femminile: 34% (N = 1). 

​Sul piano interpretativo delle relazioni di prossimità, l’energia distruttiva rimasta allo stadio di tentativo ha colpito per il 34% (N = 1) l’asse intra-parentale filiale (un figlio che ha aggredito l’anziana madre a Ravenna, configurando un tentato omicidio intra-parentale) e per il 66% (N = 2) soggetti di genere maschile. Questi ultimi sono stati lesi sia all’interno della consanguineità diretta (fratello a Bondanello) sia nell’alveo dei legami derivati da relazioni passate (Ex-Partner, nel caso dello scontro tra ex cognati a Pomezia). 

 

Ascolta il podcast sul canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “La letalità dei delitti familiari: profiling ONOF, settimana 28 maggio - 3 giugno 2026. ".  Clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/1VNc22tPCPRPKBXSn8DhE4?si=wCp0ge_WQXObGpcBoA5Rdw

 

5.       Disarticolazione dettagliata delle variabili target

​Di seguito si procede alla disarticolazione dei dati relativi ai 4 casi complessivi (1 omicidio e 3 tentati omicidi), incrociandoli con le specifiche variabili anagrafiche, relazionali, strumentali e geografiche ricavate dal monitoraggio dall’11 al 17 Giugno 2026. 

A.      ​Variabile anagrafica: Classi d’età delle vittime e degli autori

​Età delle Vittime (N = 4): 

​Classe 0-17 anni: 0% (N = 0). 

​Classe 18-35 anni: 25% (N = 1). Si tratta del giovane di 26 anni vittima nel tentato omicidio di Bondanello. 

​Classe 36-53 anni: 25% (N = 1). Corrisponde alla zia vittima dell’omicidio consumato a San Stino, che aveva 53 anni. 

​Classe 54-71 anni: 0% (N = 0). 

​Classe 72+ anni: 25% (N = 1). Rappresenta l’anziana madre di 80 anni vittima di tentato omicidio a Ravenna. 

​Non riportata: 25% (N = 1). Corrisponde alla vittima del caso di Pomezia. 

​Età dei Presunti Autori (N = 4): 

​Classe 0-17 anni: 25% (N = 1). Identificato nel nipote di 17 anni autore dell’omicidio di San Stino. 

​Classe 18-35 anni: 25% (N = 1). Identificato nel reo di 30 anni autore del tentato omicidio a Bondanello. 

​Classe 36-53 anni: 0% (N = 0). 

​Classe 54-71 anni: 25% (N = 1). Identificato nel figlio di 61 anni autore dell’aggressione a Ravenna. 

​Classe 72+ anni: 0% (N = 0). 

​Non riportata: 25% (N = 1). Corrisponde all’autore dell’agito di Pomezia. 

B.      ​Variabile relazionale: l’analisi del grado di familiarità

​L’incrocio statistico evidenzia l’emergere di linee di rischio strettamente connesse alla consanguineità e ai legami parentali allargati: 

​Parenti (75%, N = 3): Rappresenta l’asse relazionale centrale del campione settimanale. Include sia l’omicidio consumato (San Stino, nipote/zia) sia due tentati omicidi (Bondanello tra fratelli e Ravenna tra figlio/madre). Questo dato dimostra che la totalità delle violenze dirette contro le donne in questa settimana è maturata in un contesto parentale di sangue e non di coppia. 

​Ex-Partner (25%, N = 1): Include il caso di tentato omicidio registrato a Pomezia, originato da una violenta disputa tra ex cognati, legame di affinità derivato direttamente da una relazione sentimentale conclusa. 

​Partner / Amici / Conoscenti / Sé stesso: 0% (N = 0). Risultano a quota zero in questa specifica settimana. Non sono stati infatti intercettati delitti tra partner in costanza di relazione di coppia attuale, eventi lesivi tra amici, dispute di vicinato o lavoro, né condotte autolesive associate. 

C.       ​Variabile strumentale: armi e modalità dell’agito

​I dati evidenziano un ricorso sistematico alla lesività penetrante da taglio: 

​Negli Omicidi consumati (N = 1):

​Arma da taglio: 100% (N = 1), utilizzata per infliggere le ferite mortali nel caso di San Stino. 

​Nei Tentati Omicidi (N = 3):

​Arma da taglio: 66% (N = 2). Registrata nei casi di Bondanello e Ravenna, in cui gli autori hanno aggredito i propri consanguinei ferendoli al torace. 

​Aggressione fisica diretta / Altro: 34% (N = 1). Identificata nell’azione mista di Pomezia, caratterizzata da un severo pestaggio corporeo iniziale unito all’esplosione di colpi d’arma da fuoco. 

D.      ​Variabile geografica: distribuzione sul territorio nazionale

​La mappatura sul territorio mostra una parità perfetta tra le regioni settentrionali e centrali: 

​Nord: 50% (N = 2), area che concentra l’omicidio di San Stino (VE) e i tentati omicidi di Bondanello (MN) e Ravenna. 

​Centro: 50% (N = 2), localizzato interamente nel territorio laziale di Pomezia (RM). 

​Sud e Isole: 0% (N = 0). 

 

6.       Inquadramento psicotraumatologico relazionale dell’agito

​L’analisi integrata operata dall’ONOF e dal CIPR rileva come la severità e la distruttività delle condotte esaminate in questo report non possano essere comprese senza fare riferimento ai costrutti clinici di disregolazione emotiva e di finestra di tolleranza.

​La finestra di tolleranza rappresenta la fascia di attivazione neurofisiologica ottimale entro la quale l’essere umano riesce a elaborare stimoli relazionali complessi, frustrazioni e conflitti senza alterare l’omeostasi del proprio sistema nervoso autonomo. In individui che presentano quadri strutturati di Trauma Complesso (C-PTSD) o profonde risonanze traumatiche non elaborate, tale finestra si presenta estremamente ristretta e rigida.

​Nel momento in cui si attiva un trigger relazionale acuto (dissidi economici cronici come a San Stino, liti d’impeto tra fratelli o tentativi di chiarimento dopo la rottura di legami familiari allargati come a Pomezia), il soggetto sperimenta un’immediata uscita dalla propria finestra di tolleranza, precipitando in uno stato di iper-attivazione simpatica (hyperarousal). La corteccia prefrontale — deputata alle funzioni esecutive di monitoraggio cognitivo, mediazione e controllo inibitorio degli impulsi — subisce un completo blackout funzionale a causa del “sequestro” emotivo. Il sistema nervoso centrale percepisce la frustrazione relazionale come una minaccia vitale imminente, attivando risposte di attacco automatiche e non mediate.

​Il passaggio all’atto grave (acting-out) si configura dunque come una repentina perdita del controllo degli impulsi dovuta alla stretta finestra di tolleranza. Nelle fenomenologie registrate nel campione settimanale, la violenza letale e tentata colpisce l’alveo parentale e i legami collaterali o derivati. L’uso totalizzante dell’arma da taglio simboleggia l’immediatezza della scarica motoria: l’autore non pianifica l’atto in chiave strategica, ma capta lo strumento vulnerante presente sul luogo del conflitto domestico, scaricando sul corpo del familiare o dell’affines l’impossibilità di contenere l’affetto negativo e l’iper-eccitazione traumatica del sistema di minaccia. 

 

7.       ​Contatti, servizi di ascolto e orientamento sulla violenza

​La stabilità operativa dei servizi specialistici multifocalizzati dell’AIPC e del CIPR garantisce interventi strutturati volti alla stabilizzazione psicofisiologica e all’allargamento della finestra di tolleranza: 

​Sportello di ascolto e orientamento nazionale: Spazio di accoglienza clinica dedicato a tutte le persone, senza alcuna distinzione di genere, ruolo o orientamento (vittime di violenza subita, testimoni di violenza assistita, familiari e autori di condotte maltrattanti o abusanti). Il servizio offre percorsi terapeutici personalizzati e valutazioni cliniche integrate con protocolli psicodiagnostici e strumentali mediante l’ausilio del biofeedback. 

​Formazione specialistica e supervisione: Cicli formativi e di supervisione (individuale o di gruppo, in presenza o a distanza) rivolti a psicologi, psicoterapeuti, medici, operatori socio-sanitari e professionisti della sicurezza dedicati allo studio scientifico della violenza. 

 

Canali di contatto diretti:

​Contatto Telefonico / WhatsApp: 3924401930 (Servizio attivo tutti i giorni, festivi esclusi, dalle ore 11:00 alle ore 16:00). 

​Indirizzo e-mail di riferimento: aipcitalia@gmail.com 

​Sito web scientifico di riferimento: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it 

​Codice Fiscale Ente (AIPC ETS): 97238660589.

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