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Cronache dall’abisso relazionale: La cecità degli impulsi e la deriva dei delitti familiari nel Report ONOF

15/06/2026 12:11

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Cronache dall’abisso relazionale: La cecità degli impulsi e la deriva dei delitti familiari nel Report ONOF 4-10 giugno 2026

Cronache dall’abisso relazionale: La cecità degli impulsi e la deriva dei delitti familiari nel Report ONOF 4-10 giugno 2026Curatori del Report: Dott.

Cronache dall’abisso relazionale: La cecità degli impulsi e la deriva dei delitti familiari nel Report ONOF 4-10 giugno 2026

Curatori del Report: Dott. Massimo Lattanzi e Dott.ssa Tiziana Calzone

Analisi dei Dati: Dott.ssa Giulia Trovato

 

1. Introduzione e inquadramento degli enti di riferimento

La comprensione della violenza interpersonale nei contesti di prossimità richiede schemi clinici complessi, capaci di superare la mera catalogazione penalistica per decodificare i meccanismi psicofisiologici che precedono il passaggio all'atto grave. Il presente report settimanale è elaborato sotto la direzione scientifica di un network multidisciplinare che studia e tratta il trauma e l'agito violento in chiave circolare:

  • AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia): Ente del Terzo Settore (ETS) fondato a Roma nel 2001. Promuove una presa in carico "circolare" della violenza, accogliendo e valutando sia le vittime sia i presunti autori di reati violenti. Utilizza il modello A.I.P.C. Scientific Violence Screening, al cui interno opera il protocollo clinico V.E.R.A. (Violence Emotional Risk Assessment). Tale strumento standardizza la valutazione del rischio integrando colloqui clinici, psicodiagnostica e misurazioni psicofisiologiche tramite biofeedback, strutturando percorsi basati su psicotraumatologia relazionale, psicoterapia sensomotoria e mindfulness.
  • CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale): Polo clinico operativo specializzato nel trattamento del Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso (C-PTSD) e della disregolazione emotiva, attivo nelle sedi di Roma e Pescara. Applica protocolli terapeutici integrati a marcatori psicofisiologici oggettivi (conduttanza cutanea e variabilità della frequenza cardiaca - HRV) per ripristinare la regolazione del sistema nervoso autonomo e ampliare la finestra di tolleranza.
  • ONOF (Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari): Organo di ricerca permanente fondato nel 2013, preposto al monitoraggio epidemiologico e alla catalogazione dei delitti commessi in Italia in contesti di prossimità relazionale. Traduce i dati grezzi in profili criminologici ricorrenti (isolando le variabili di genere, età e grado di familiarità) per orientare la prevenzione precoce e stimare la letalità potenziale delle dinamiche intrafamiliari.

 

2. Metodologia di raccolta dati in chiave OSINT e margine di errore

·       I dati epidemiologici discussi in questo report settimanale non provengono dai registri consolidati delle istituzioni giudiziarie o delle forze dell'ordine, i cui tempi di rilascio risultano fisiologicamente dilatati. La ricerca si avvale invece della metodologia OSINT (Open Source Intelligence), basata sul monitoraggio costante, l'estrazione e l'incrocio delle informazioni di pubblica utilità diffuse quotidianamente dalle testate giornalistiche e dalle agenzie di stampa.

·       L'applicazione dell'intelligence da fonti aperte consente di catturare il fenomeno criminoso nel momento della sua manifestazione pubblica, offrendo un quadro aggiornato in tempo reale. Tuttavia, questa metodologia comporta dei precisi limiti biologici e la concreta possibilità di commettere errori o imprecisioni in fase di prima rilevazione.

 

Scarica le slide Cronache dall’abisso relazionale: La cecità degli impulsi e la deriva dei delitti familiari nel Report ONOF 4-10 giugno 2026". Clicca sul link: Slide

 

3. Analisi statistica descrittiva del campione totale

Il monitoraggio settimanale ha registrato un volume complessivo di N = 7 delitti familiari (100%). La scomposizione descrittiva delle variabili aggregate restituisce i seguenti parametri:

  • Genere delle vittime: Si rileva una netta prevalenza del genere maschile con N = 5 (71%), mentre le vittime di genere femminile si attestano a N = 2 (29%).
  • Genere dei presunti autori: L'asimmetria di genere si acuisce sul versante degli autori, dove gli uomini rappresentano N = 6 (86%) del campione, a fronte di N = 1 donna (14%).
  • Fasce d'età delle vittime: La concentrazione più significativa si registra nella fascia geriatrica 72+ anni con N = 3 (43%), seguita dalla fascia intermedia 36-53 anni con N = 2 (29%). La fascia 18-35 anni conta N = 1 (14%), mentre in un caso l'età non risulta riportata dalle fonti (N = 1, 14%).
  • Fasce d'età dei presunti autori: La maggioranza assoluta si colloca nella fascia adulta 36-53 anni con N = 4 (57%). Le rimanenti quote si distribuiscono pariteticamente (un caso ciascuna, 14%/15%) tra le fasce 18-35 anni, 54-71 anni e 72+ anni.
  • Distribuzione geografica: I delitti evidenziano una polarizzazione geografica paritaria tra il Nord con N = 3 casi (43%) e il Sud e Isole con N = 3 casi (43%). Il Centro registra un unico episodio (N = 1, 14%).
  • Grado di familiarità: L'analisi del legame evidenzia che la quota maggioritaria afferisce all'asse dei Parenti con N = 3 (43%). Seguono i Conoscenti con N = 2 (29%) e i rapporti di intimità di coppia con il Partner attuale con N = 2 (28%).

 

4. Profilazione del sotto-campione: omicidi consumati

Il sotto-insieme degli eventi delittuosi letali che hanno configurato un omicidio si attesta a N = 2 casi (100%).

Tracciamento del profilo e classificazione di genere

  • Genere: Vi è un'uguaglianza perfetta tra le vittime stimate: 1 Donna (50%) e 1 Uomo (50%). Sul fronte degli autori, la totalità è rappresentata da 2 Uomini (100%).
    • Nota di specificazione del reato: L'omicidio della vittima donna in questo sotto-campione si è consumato all'interno dell'asse dei Parenti (madre-figlio) e non nell'ambito di una relazione affettivo-sentimentale o di coppia intima; pertanto, in termini di tassonomia giuridica e criminologica stretta legata al movente relazionale affettivo, l'evento viene catalogato come omicidio familiare (matricidio) e non come femminicidio.
  • Età: Il 100% delle vittime di omicidio appartiene alla fascia d'età 72+ anni (N = 2). Specularmente, il 100% degli autori (N = 2) si colloca nella fascia anagrafica 36-53 anni.
  • Familiarità e area geografica: Entrambe le vittime (100%) sono state uccise da un Parente. La distribuzione sul territorio mostra che la vittima uomo (100%) è stata uccisa al Nord, mentre la donna (100%) ha subito l'atto letale nel Centro Italia.
  • Arma utilizzata: Le modalità letali vedono gli autori maschi ricorrere nel 50% dei casi (N = 1) all'arma da taglio (strumento che ha colpito l'uomo) e nel restante 50% (N = 1) a un'aggressione fisica violenta (che ha determinato il decesso della donna).

 

Caso in breve tratto dalla cronaca (Omicidio Consumato): Roma: Un uomo di 48 anni uccide la madre anziana di 78 anni (asse dei Parenti, area Centro) al culmine di una lite e ne nasconde il cadavere prima di essere arrestato. L'evento configura un grave omicidio familiare (matricidio).

 

Ascolta il podcast sul canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “Cronache dall’abisso relazionale: La cecità degli impulsi e la deriva dei delitti familiari nel Report ONOF 4-10 giugno 2026".  Clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/6twPNBqWnaWLr8zlMhDEM9?si=LyCSF6kdS-aifke76Z-uLA

 

5. Profilazione del sotto-campione: tentati omicidi

I casi catalogati come tentato omicidio costituiscono la porzione preminente del monitoraggio settimanale, totalizzando N = 5 casi (100%).

Tracciamento del profilo e classificazione di genere

  • Genere e declinazione specificata: Si riscontra un'accentuata prevalenza di vittime di sesso maschile, pari a N = 4 (80%), a fronte di una sola vittima donna (N = 1, 20%). La medesima proporzione si riflette sull'identità dei presunti responsabili: 4 Uomini (80%) e 1 Donna (20%).
    • Nota di specificazione del reato: L'unico caso avente come vittima una donna (20%) è stato perpetrato dall'uomo con cui quest'ultima aveva una relazione affettivo-sentimentale attuale (Partner). Essendo l'agito motivato e consumato nell'alveo della dinamica di coppia, l'episodio viene espressamente classificato e integrato come tentato femminicidio.
  • Familiarità: La rete delle relazioni interpersonali aggredite si diversifica significativamente: 2 uomini (100%) subiscono l'agito violento da Conoscenti. Nell'alveo della relazione intima con il Partner, si contano 2 vittime: 1 uomo (50%, aggredito da una donna) e 1 donna (50%, vittima del summenzionato tentato femminicidio). Infine, un singolo caso coinvolge il legame tra Parenti (1 uomo, 100%).
  • Area geografica: La macro-area del Sud e Isole esprime la massima ricorrenza con N = 3 casi (60%), tutti ai danni di vittime uomini. L'area del Nord raccoglie i restanti N = 2 casi (40%), ripartiti pariteticamente tra una vittima uomo e il caso di tentato femminicidio ai danni della vittima donna.
  • Arma utilizzata: L'arma da taglio si conferma la scelta strumentale prioritaria, riscontrata nel 60% dei casi complessivi (N = 3) (agita nel 40% da uomini e nel 20% da una donna; impiegata sul 100% delle vittime donne e sul 40% delle vittime uomini). Compaiono inoltre l'arma da fuoco nel 20% dei casi (1 uomo autore vs 1 uomo vittima al Sud) e l'aggressione fisica diretta (20% dei casi).

 

Leggi la sintesi della “Sintesi Webinar: L’Impronta traumatica perinatale nello sviluppo della personalità” clicca sul link: https://www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it/articoli/post/318634/sintesi-webinar-%E2%80%9Cl%E2%80%99impronta-traumatica-perinatale-nello-sviluppo-della-personalit%C3%A0:-vulnerabilit%C3%A0-relazionale-e-dinamiche-del-passaggio-allatto%E2%80%9D

 

Caso in breve tratto dalla cronaca (Tentato Femminicidio): Torino: Un imprenditore di 32 anni viene arrestato dopo aver minacciato e aggredito la fidanzata di 30 anni impugnando un coltello (relazione di Partner, asse Nord, uso di arma da taglio). Questo evento esprime perfettamente i criteri descrittivi e strutturali del tentato femminicidio.

 

6. Sintesi dei profili tipici settimanali

Sulla scorta delle ricorrenze percentuali statisticamente più marcate, si riassumono i profili descrittivi emersi nel periodo di rilevazione:

  1. Profilo della vittima donna (Omicidio Familiare/Matricidio): Soggetto anziano (72+ anni), inserito in un legame di parentela (madre) con l'autore uomo, aggredito fisicamente (senza armi da sparo o taglio) all'interno del contesto geografico del Centro Italia.
  2. Profilo della vittima donna (Tentato Femminicidio): Soggetto in età adulta (18-35 anni), legata da una relazione sentimentale/affettiva in corso (fidanzata) con l'offender, aggredita mediante l'uso di un'arma da taglio nel territorio del Nord Italia.
  3. Profilo della vittima uomo (Omicidio): Soggetto anziano (72+ anni), ucciso da un consanguineo/parente (figlio) mediante l'utilizzo ravvicinato di un'arma da taglio nel territorio del Nord Italia.
  4. Profilo del presunto autore uomo (Omicidio): Soggetto di genere maschile, in età adulta matura (36-53 anni), che agisce contro un membro anziano della propria famiglia (Parente) nel Nord o nel Centro Italia, ricorrendo ad armi da taglio o a percosse fisiche letali.

 

7. Conclusione

I dati raccolti nella settimana dal 4 al 10 giugno 2026 evidenziano un panorama criminologico complesso ed eterogeneo. La violenza intrafamiliare mostra un'incidenza critica e letale a danno della popolazione geriatrica (la fascia 72+ totalizza il 100% degli omicidi consumati, sia nell'omicidio del padre al Nord sia nel matricidio al Centro).

Al contempo, la distinzione tassonomica integrata mette in luce come la violenza di genere contro le donne si sia declinata, nel periodo in esame, nella forma del tentato femminicidio (20% dei tentati omicidi totali), confermando che i legami affettivi di coppia intimi rimangono un terreno ad alto rischio per l'estrinsecazione di condotte possessive o dominanti. L'elevata quota di uomini colpiti nel sotto-campione dei tentati omicidi da conoscenti o partner (80%) e la forte ricorrenza di autori maschi (86% sul totale delitti) impongono una riflessione clinica non stereotipata, centrata sull'analisi del trauma e dei deficit di autoregolazione somatica.

La preminenza di strumenti d'offesa di immediata reperibilità, quali armi da taglio e aggressioni a mani nude, avvalora la lettura psicotraumatologica del passaggio all'atto impulsivo e disregolato. Tali evidenze sottolineano l'urgenza di implementare protocolli di screening precoce e trattamento della violenza relazionale, offrendo spazi di intervento clinico terapeutico (come la terapia sensomotoria e il biofeedback) focalizzati sulla stabilizzazione emotiva e sull'ampliamento della finestra di tolleranza traumatica prima del punto di non ritorno.

 

Informazioni di servizio e contatti clinici (AIPC / CIPR)

Per approfondimenti scientifici o per accedere allo sportello di ascolto e orientamento sulla violenza (rivolto senza distinzione di genere a vittime, autori e nuclei familiari), è possibile fare riferimento ai seguenti canali ufficiali:

Sito Web Istituzionale: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it

E-mail di Riferimento: aipcitalia@gmail.com

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