Analisi dei delitti familiari: 20 omicidi maschili e 7 femminicidi – I Trimestre 2026 (Report ONOF)
Questo report è stato curato con dedizione dal Dott. Massimo Lattanzi e dalla Dott.ssa Tiziana Calzone, con il prezioso contributo dei Dottori in Psicologia che svolgono il tirocinio professionalizzante presso l'AIPC, il presente lavoro è il frutto della sinergia operativa tra l'Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC), l'Osservatorio Nazionale sugli Omicidi Familiari (ONOF) e il Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR), attivi nelle sedi di Roma e Pescara.
Nota metodologica: La potenza e i limiti dell'OSINT
La raccolta dei dati è stata effettuata tramite metodologia OSINT (Open Source Intelligence), basata esclusivamente sull'analisi sistematica delle testate giornalistiche e delle fonti aperte, e non su dati istituzionali.
Utilità: Questa modalità permette un monitoraggio in tempo reale dei fenomeni di cronaca, rendendo possibile l'identificazione immediata di pattern omicidiari e trend emergenti che spesso anticipano le statistiche ufficiali.
Margine d'errore: L'OSINT è soggetto a possibili imprecisioni derivanti dalla parzialità delle notizie riportate dai media o da errori di cronaca originari. È una lettura criminologica volta a rilevare la reale portata del "delitto familiare", consapevole che la verità clinica e quella giudiziaria possono richiedere tempi e approfondimenti differenti.
Analisi complessiva I trimestre 2026
Nel trimestre analizzato, si sono registrati complessivamente N = 70 eventi violenti (100%), tra delitti consumati e tentati. Gli omicidi consumati rappresentano il 38,6% del totale con N = 27 casi, suddivisi in N = 7 femminicidi e N = 20 omicidi di vittime di sesso maschile. Per quanto riguarda le azioni non letali, riconducibili a una grave disregolazione emotiva e alla perdita del controllo degli impulsi, i tentati omicidi costituiscono la maggioranza degli eventi con il 61,4% (N = 43), di cui N = 13 sono tentati femminicidi agiti da partner o ex-partner e N = 30 sono tentati omicidi di uomini. L'analisi conferma una prevalenza numerica di vittime maschili nel contesto della familiarità e dei conoscenti, mentre il profilo delle vittime femminili appare quasi esclusivamente legato a dinamiche di coppia.
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Analisi dei femminicidi e tentati femminicidi
Dati complessivi del trimestre: N=20 (100% delle vittime di partner o ex)
Il profilo della violenza di genere agita da partner o ex-partner nel trimestre evidenzia una prevalenza di episodi non letali, sebbene la gravità delle azioni rimanga elevata.
Femminicidi consumati (N=7, 35%): Il fenomeno ha presentato un picco iniziale nel mese di gennaio con 4 casi (di cui 3 agiti da partner e 1 da un ex-partner). Dopo un mese di febbraio senza omicidi registrati in questa specifica categoria, a marzo si è verificata una ripresa con 3 casi (2 partner e 1 ex-partner).
Tentati femminicidi (N=13, 65%): Questa categoria rappresenta la maggioranza degli eventi. Gennaio ha registrato il numero più alto con 6 casi, tutti per mano del partner. A febbraio si sono verificati 5 episodi (3 partner e 2 ex-partner), mentre a marzo il dato è sceso a 2 casi, equamente divisi tra partner ed ex-partner.
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Analisi degli omicidi e tentati omicidi (Uomini)
Dati complessivi del trimestre: N=50 (100% delle vittime maschili)
Il profilo delle vittime di sesso maschile nel contesto dei delitti familiari si distingue per un volume numerico superiore e una dinamica relazionale focalizzata sulla cerchia dei conoscenti.
Omicidi consumati (N=20, 40%): La distribuzione trimestrale mostra una concentrazione maggiore a gennaio con 9 vittime, seguita da una relativa stabilità nei mesi successivi con 5 casi a febbraio e 6 a marzo.
Tentati omicidi (N=30, 60%): Si osserva un trend di crescita marcato. Se a gennaio i tentativi di omicidio erano limitati a 6 casi, nei mesi di febbraio e marzo il dato è raddoppiato, attestandosi su 12 episodi per ciascun mese.
Trend e correlazioni trimestrali
L'analisi descrittiva delle variabili evidenzia dinamiche evolutive significative per entrambi i profili:
Evoluzione dei tentati omicidi maschili: Si rileva una crescita esponenziale della vittimizzazione maschile nei tentativi di omicidio, che passa dal 37% di gennaio al 75% di marzo. Questo dato suggerisce un aumento della conflittualità impulsiva nei rapporti di conoscenza.
Dinamica del femminicidio: Mentre il femminicidio consumato ha subito una battuta d'arresto a febbraio, i tentativi di femminicidio sono rimasti costanti nei primi due mesi per poi calare drasticamente a marzo. In tutti i casi, il partner attuale si conferma l'autore principale rispetto all'ex-partner.
Variabili d'età e strumenti: La fascia 36-53 anni si consolida come la più colpita nel trimestre, con una crescita costante che raggiunge il 44% a marzo. L'arma da taglio rimane lo strumento d'elezione per entrambi i generi, con un utilizzo che sfiora l'82% nei tentati omicidi dell'ultimo mese.
Profilo geografico e relazionale: Il Nord Italia mantiene il primato della concentrazione dei casi, specialmente per i femminicidi. Per le vittime uomini, la variabile del "conoscente" come autore rimane una costante assoluta, toccando il 100% in due mesi su tre.
Questa analisi conferma come il passaggio all'atto grave sia spesso riconducibile a una disregolazione emotiva che porta l'autore fuori dalla propria finestra di tolleranza, trasformando il conflitto relazionale in violenza agita.
Contatti e supporto:
Sito: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
E-mail: aipcitalia@gmail.com
WhatsApp: 3924401930 (attivo dal lunedì al sabato, ore 11:00 - 16:00)
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