La scienza contro il silenzio degli omicidi familiari. Report Settimanale ONOF: 26 marzo – 1° aprile 2026
A cura di: Dott. Massimo Lattanzi, Dott.ssa Tiziana Calzone e Dott.ssa Alice Russo.
Enti di riferimento: AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia), CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale), ONOF (Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari).
Sulla base del monitoraggio dei dati OSINT (Open Source Intelligence) e dei criteri di analisi dell'Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF), in collaborazione con il CIPR e l'AIPC, si presenta il report relativo al periodo dal 26 marzo al 1° aprile 2026. L'analisi adotta la lente della psicotraumatologia relazionale, interpretando la violenza estrema non come un evento isolato, ma come l'esito di una grave disregolazione emotiva e del superamento della finestra di tolleranza, spesso in soggetti con quadri di C-PTSD (Trauma Complesso).
Supporto e ricerca: La prevenzione degli omicidi familiari richiede percorsi clinici specialistici e l’integrazione di metodologie avanzate come il biofeedback. Puoi contribuire concretamente al nostro lavoro: 5x1000: C.F. 97238660589. Donazioni liberali: IBAN AIPC IT83I0760103200000056039688 o tramite il c.c.p. nr. 56039688.
Omicidi Consumati (N=1)
Sulla base dei dati raccolti tramite sistema OSINT, si registra un unico evento di omicidio consumato.
Descrizione del profilo
Vittima: Donna (100%), fascia d’età 36-53 anni, uccisa dal partner nel Sud e Isole.
L'appello ai Centri Antiviolenza (CAV) è di integrare strumenti scientifici per mappare il rischio:
Scale SVITR/SVITRE: Per misurare l'impatto traumatico e l'iper-vigilanza. Scala VIS: Per quantificare l'invisibilità sociale della vittima. Biofeedback: Per rendere la donna consapevole della propria allerta somatica, permettendole di riconoscere i segnali di pericolo fisico prima del parossismo. Contatti per Formazione e Valutazione Specialistica: L’AIPC e il CIPR offrono percorsi di formazione (presenza/distanza) per operatrici, mirati alla gestione della disregolazione emotiva. Contatti: aipcroma@gmail.com
Autore: Uomo (100%), fascia d’età 36-53 anni.
Analisi con scala VIS e Protocollo VERA
Invisibilità e Solitudine: La Scala VIS (Valutazione Indice Solitudine) evidenzia come l’autore esperisca una profonda sensazione di “non essere visto” all’interno del legame. Questo isolamento emotivo agisce come un trigger per la disregolazione emotiva.
Uscita dalla Finestra di Tolleranza: Il delitto è l’esito di un superamento della finestra di tolleranza, dove l’incapacità di gestire l’attivazione fisiologica trasforma il dolore della solitudine in un passaggio all’atto letale.
Rischio Clinico: Il protocollo VERA identifica in questi casi una grave compromissione dei meccanismi di autoregolazione a causa di traumi relazionali non elaborati.
Ascolta il podcast sul canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “La scienza contro il silenzio degli omicidi familiari. Report Settimanale ONOF: 26 marzo – 1° aprile 2026". Clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/2spzjO7Bt675En7JZhkyTc?si=eSePTVntRe2L8pEysQQ6VQ
Tentati omicidi (N=3)
Il monitoraggio OSINT rileva una prevalenza di vittime maschili in contesti di familiarità non sentimentale.
Descrizione del profilo
Vittime: 67% Uomini e 33% Donne. Gli uomini sono stati aggrediti da Parenti (100% dei casi con tale familiarità) o Conoscenti (50% dei casi).
Autori: Uomini (100%), con utilizzo prevalente di armi da taglio (67%).
Appello all'Azione per i CUAV
Invitiamo coordinatori e operatori a elevare gli standard di tutela. Non basta osservare la condotta; bisogna decodificare i marker somatici del rischio. Valutazione specialistica: Inviate i casi critici (isolamento, depressione, perdite) presso le nostre strutture. Formazione: Percorsi in presenza o a distanza su C-PTSD e gestione della disregolazione. Contatti: aipcroma@gmail.com
Analisi con scala VIS e protocollo VERA
Solitudine sociale: Un punteggio elevato nella Scala VIS in contesti di parentela o vicinato indica un deficit di riconoscimento sociale. Il soggetto non si sente integrato, alimentando una disregolazione emotiva esplosiva.
Trauma complesso: L’uso del coltello riflette una risposta impulsiva tipica di chi possiede una finestra di tolleranza estremamente ridotta a causa di un C-PTSD (Trauma Relazionale Complesso).
Utilità del Biofeedback: L’integrazione di strumenti come il biofeedback nel percorso clinico permette al soggetto di monitorare i propri stati fisiologici e imparare a restare entro i limiti della propria finestra di tolleranza, prevenendo il passaggio all’atto.
Scarica le slide “La scienza contro il silenzio degli omicidi familiari. Report Settimanale ONOF: 26 marzo – 1° aprile 2026”. Clicca sul link: La scienza contro il silenzio degli omicidi familiari.
Conclusione: l’urgenza di essere visti
I dati confermano che la disregolazione emotiva e l’invisibilità sociale sono i precursori silenziosi della violenza. L’uso di strumenti come il biofeedback e le scale scientifiche (VIS, SVITR) rappresenta lo spartiacque decisivo tra la tragedia e la possibilità di guarigione. Ampliare la finestra di tolleranza e riconoscere il dolore dell’altro è l’unico modo per fermare la mano che colpisce.
Se senti di vivere in un isolamento insopportabile o temi di perdere il controllo, contatta i centri specializzati:
Supporto Specialistico: Se riconosci dinamiche di violenza o grave disregolazione, il CIPR di Pescara e Roma, offre percorsi specializzati.
Sito: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
WhatsApp: 3924401930 (ore 11:00-16:00)
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