Analisi fenomenologica degli omicidi relazionali: Oltre la narrazione sociale
Riflessioni tecnico-scientifiche sulla prevenzione degli omicidi familiari e dei traumi relazionali. Analisi dei dati 2025.
Enti erogatori e di ricerca:
AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia)
CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale)
ONOF (Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari)
Abstract
Il presente contributo analizza il fenomeno degli omicidi familiari e del femminicidio attraverso la lente della psicotraumatologia relazionale, distaccandosi dalle narrazioni mediatiche puramente socio-culturali. Integrando i dati statistici del 2025 con i modelli clinici della disregolazione emotiva e del C-PTSD, il documento evidenzia la necessità di una prevenzione tecnica basata sul protocollo VERA-2R. Si pone un accento critico sul ruolo delle reti primarie, spesso spettatori passivi dell’escalation che si trasformano in testimonial attivi solo dopo l’evento tragico, sottolineando come la vera tutela delle vittime risieda nell’intercettazione precoce del trauma e non nella sua spettacolarizzazione postuma.
In merito al dibattito pubblico scaturito dalle recenti testimonianze mediatiche sul tema dei femminicidi, l’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC) e il Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR) ritengono fondamentale integrare la narrazione sociale con evidenze scientifiche derivanti dalla psicotraumatologia relazionale e dalla profilazione criminologica.
1. La complessità dei dati 2025: Oltre il genere
È necessario operare una distinzione tecnica tra il fenomeno del femminicidio e il più ampio spettro degli omicidi familiari. Le analisi statistiche condotte nel 2025 evidenziano pattern differenziati che non possono essere ignorati:
Vittime femminili: In percentuale, la donna è vittima di una persona con la quale ha o ha avuto una relazione affettivo-sentimentale (femminicidio).
Vittime maschili: In percentuale, l’uomo è la vittima prevalente di omicidi familiari commessi da parenti o conoscenti.
La prevenzione reale non può prescindere dalla variabile del grado di familiarità che qualifica l’atto, indipendentemente dal genere della vittima.
Com’è la “temperatura” della tua relazione? Hai tra i 18 e i 30 anni? La tua esperienza è fondamentale per la ricerca. Partecipa al sondaggio sulla Scala S.V.I.T.R.E.: non è un test, ma una mappa per identificare i segnali di allerta prima che la tensione diventi ingestibile. Anonimo – Veloce (5 minuti) - Partecipa qui: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdfPlZrKUZnSHmm3OFjrd90I4XWUkYKiTOBsRAKDn3G0_OS5Q/viewform?usp=publish-edito
2. Dal silenzio al testimonial: Il ruolo delle reti primarie
Un elemento determinante, e spesso trascurato, nell’escalation della violenza è il ruolo ricoperto da spettatori, familiari e amici.
L’omissione determinante: Troppo spesso queste figure ricoprono un ruolo passivo durante la fase di latenza della violenza, ignorando o minimizzando i segnali di disregolazione emotiva dell’autore.
La trasformazione post-agito: È paradossale notare come, solo dopo l’agito grave ed eclatante, queste stesse figure subiscano una metamorfosi, trasformandosi da testimoni passivi (e talvolta omissivi) in “attivi testimonial” o portavoce sociali. Questa transizione, pur mossa da dolore, non sostituisce la necessità di un intervento preventivo precoce che queste stesse reti avrebbero potuto stimolare.
Evento formativo: Settimana del Cervello 2026
In occasione della Settimana del Cervello 2026, l’AIPC, il CIPR e l’ONOF presentano:
Settimana del Cervello 2026: La mente al centro della prevenzione. Non perdere il webinar gratuito 27 marzo 2026, 17.30/18:30. “COMPRENDERE LA MENTE PER PREVENIRE LA VIOLENZA”. Esploreremo insieme gli strumenti clinici per riconoscere e prevenire la violenza attraverso la regolazione emotiva. Clicca sul link per partecipare:
https://www.settimanadelcervello.it/event/comprendere-la-mente-per-prevenire-la-violenza/
3 . Valutazione del rischio: Il protocollo VERA-2R
La prevenzione non si fa con la narrazione postuma, ma attraverso il Giudizio Professionale Strutturato (SPJ) e strumenti come il VERA-2R (Violence Emotional Risk Assessment). Questi protocolli permettono di analizzare i fattori predittivi dinamici e la vulnerabilità relazionale, superando la semplificazione ideologica.
Ascolta il podcast sul canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “Analisi fenomenologica degli omicidi relazionali: Oltre la narrazione sociale. Riflessioni tecnico-scientifiche sulla prevenzione degli omicidi familiari e dei traumi relazionali. Analisi dei dati 2025.”. Clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/7MuxYZzdJt7ODMTN9rlQeg?si=mLHNVLWFTrmz8583NBKBcw
4. La clinica del passaggio all’atto
L’omicidio in ambito familiare è l’esito di una grave disregolazione emotiva. Negli individui con C-PTSD (Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso), la finestra di tolleranza è estremamente ristretta. Il passaggio all’atto avviene quando il sistema nervoso esce da questa finestra, portando alla perdita del controllo degli impulsi. La prevenzione efficace deve quindi passare per il trattamento dei traumi maturati nelle relazioni primarie.
Scarica le slide “Analisi fenomenologica degli omicidi relazionali: Oltre la narrazione sociale. Riflessioni tecnico-scientifiche sulla prevenzione degli omicidi familiari e dei traumi relazionali. Analisi dei dati 2025.” Clicca sul link: Slide Analisi fenomenologica degli omicidi relazionali.
Conclusione: Per una prevenzione che non sia solo memoria
La prevenzione degli omicidi familiari non può continuare a essere un esercizio di commemorazione post-evento. Se vogliamo onorare davvero le vittime, dobbiamo avere il coraggio di guardare alla violenza come a un fallimento della regolazione emotiva e a una cecità delle reti primarie. Essere "testimonial" del dolore dopo la tragedia è una reazione umana, ma essere "testimoni attivi" della prevenzione prima dell'agito è un dovere civile e clinico. La scienza ci fornisce gli strumenti — dal protocollo VERA-2R al biofeedback — per intervenire nella zona d'ombra della familiarità; ignorarli a favore di slogan semplificatori significa condannare altre vite alla stessa inevitabile ripetizione. Il cambiamento non nasce dal palco, ma dalla capacità clinica di allargare la finestra di tolleranza di chi soffre e dalla responsabilità di chi guarda.
Supporto e ricerca: La prevenzione degli omicidi familiari richiede percorsi clinici specialistici e l’integrazione di metodologie avanzate come il biofeedback.
Puoi contribuire concretamente al nostro lavoro:
5x1000: C.F. 97238660589
Donazioni liberali: IBAN AIPC IT83I0760103200000056039688 o tramite il c.c.p. nr. 56039688.
Contatti tecnici:
E-mail: aipcitalia@gmail.com
Sito: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it
WhatsApp: 3924401930 (Attivo 11:00 – 16:00)
CF AIPC: 97238660589
Non perdertelo: clicca sulla freccia e avvia la video descrizione.
