La parità del sangue: 50% uomini e 50% donne vittime di omicidi familiari. Report ONOF settimana 12-18 febbraio 2026.
Abstract
In occasione del 25° anniversario dell’Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC), il presente report analizza la fenomenologia dei delitti familiari attraverso la lente della psicotraumatologia relazionale. L’indagine, coordinata dal Dott. Massimo Lattanzi e dalla Dott.ssa Tiziana Calzone, si focalizza sulla disregolazione emotiva e sulla perdita del controllo degli impulsi che conducono al “passaggio all’atto” grave. Per la valutazione del rischio, viene adottato il protocollo VERA (Violence Emotional Risk Assessment), integrato per monitorare l’uscita dalla finestra di tolleranza, particolarmente ridotta in individui con trauma complesso.
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Metodologia OSINT
I dati sono stati raccolti mediante metodologia OSINT (Open Source Intelligence), analizzando i casi di cronaca riportati dalle testate giornalistiche nel periodo 12-18 febbraio 2026. Tale approccio permette un monitoraggio costante delle dinamiche violente nel tessuto sociale. Hanno collaborato alla stesura la Dott.ssa Federica Ruffini e il gruppo di tirocinanti AIPC.
Ascolta il podcast sul Canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “La parità del sangue: 50% uomini e 50% donne vittime di omicidi familiari. Report ONOF settimana 12-18 febbraio 2026. Clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/5RFkSQ0QLDN4mGN9uE1UAj?si=qm9KE3hfQiytBI0wra90NA
Analisi dei profili delle vittime di omicidio familiare
L’analisi si concentra sulla profilazione della variabile del grado di familiarità.
Profilo vittima uomo (50% dei casi):
Genere: Uomo.
Età: 36-53 anni.
Familiarità: Conoscenti.
Distribuzione geografica: Centro Italia.
Arma utilizzata: Arma da taglio.
Profilo vittima donna (50% dei casi):
Genere: Donna.
Età: 72+ anni.
Familiarità: Parenti.
Distribuzione geografica: Nord Italia.
Arma utilizzata: Arma non riportata.
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Insieme, possiamo trasformare la sofferenza taciuta in un percorso di guarigione, affinché la "finestra di tolleranza" diventi uno spazio di vita e non il limite oltre il quale si consuma la tragedia.
Analisi dei profili degli autori di omicidio familiare
Il profilo dell’autore riflette una profonda disregolazione dei sistemi di minaccia.
Profilo autore maschile (100% degli omicidi nella settimana):
Genere: Uomo.
Età: Suddivisa equamente tra le fasce 36-53 (50%) e 54-71 anni (50%).
Familiarità: Conoscenti (50%) o Parenti (50%).
Distribuzione geografica: Suddivisa tra Centro (50%) e Nord (50%).
Arma utilizzata: Arma da taglio (50%) o non riportata (50%).
Evento formativo: Settimana del Cervello 2026
In occasione della Settimana del Cervello 2026, l’AIPC, il CIPR e l’ONOF presentano:
Settimana del Cervello 2026: La mente al centro della prevenzione. Non perdere il webinar gratuito 27 marzo 2026, 17.30/18:30. “COMPRENDERE LA MENTE PER PREVENIRE LA VIOLENZA”. Esploreremo insieme gli strumenti clinici per riconoscere e prevenire la violenza attraverso la regolazione emotiva. Clicca sul link per partecipare: https://www.settimanadelcervello.it/event/comprendere-la-mente-per-prevenire-la-violenza/
Conclusione: La prevenzione come argine alla disregolazione emotiva
L’analisi dei delitti familiari della settimana dal 12 al 18 febbraio 2026 conferma l’urgenza di una lettura clinica e psicotraumatologica del fenomeno omicidiario. Il lavoro sinergico svolto dall’AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia), dal CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale) e dall’ONOF (Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari) si pone come obiettivo primario la decodifica dei segnali premonitori che precedono il “passaggio all’atto”.
Attraverso la lente della psicotraumatologia relazionale, emerge con chiarezza che la prevenzione degli omicidi familiari non può prescindere da una valutazione rigorosa del rischio condotta tramite il protocollo VERA. Questo strumento permette di identificare la vulnerabilità dei sistemi di minaccia e la restrizione della finestra di tolleranza, particolarmente critica in individui con traumi complessi, dove la perdita del controllo degli impulsi trasforma il legame affettivo o di conoscenza in un teatro di violenza.
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