L'inversione del profilo omicidiario: Report ONOF omicidi familiari settimana 25-31 dicembre 2025.
Analisi Psicotraumatologica e Criminologica
A cura di: Dott. Massimo Lattanzi, Dott.ssa Tiziana Calzone e Dott.ssa Alice Russo
Enti: Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC), Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR) e Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF).
Metodologia OSINT (Open Source Intelligence)
La presente analisi è stata condotta applicando la metodologia OSINT, basata sulla raccolta, selezione e analisi di dati provenienti da fonti aperte. In assenza di dati istituzionali immediati, la ricerca si è avvalsa del monitoraggio sistematico delle testate giornalistiche per estrapolare variabili quantitative e qualitative riguardanti i delitti familiari. Questo approccio permette una lettura in tempo reale della portata dei fenomeni di omicidio e tentato omicidio, fondamentale per l'orientamento degli interventi di prevenzione e contrasto.
Abstract
Il presente contributo analizza l’andamento dei "delitti familiari" registrati nella settimana dal 25 al 31 dicembre 2025 attraverso la metodologia OSINT. L’indagine, condotta tramite il protocollo A.S.V.S., evidenzia un'inversione del profilo omicidiario tipico: il 100% delle vittime di omicidio è di genere maschile (72+ anni), mentre il 100% dei presunti autori è di genere femminile (36-53 anni), entrambi appartenenti alla categoria dei partner operanti nel Nord Italia.
BEYOND TRAUMA AND VIOLENCE: THE SCIENCE THAT HEALS!
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INTERNATIONAL SUMMIT
VIOLENCE, COMPLEX TRAUMA, AND EMOTIONAL REGULATION: The science of assessment and integrated interventions: from clinical practice to Pet Therapy.
Analisi statistica e profili criminali
I dati rilevati per la settimana in esame indicano che l'80% delle vittime totali di delitti familiari sono uomini. La distribuzione geografica evidenzia una concentrazione del 60% dei casi nel Centro Italia.
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1. Il profilo tipico della vittima di omicidio
Dall'analisi dei dati emerge un profilo specifico per le vittime di omicidio consumato:
- Genere: Uomo (100%).
- Età: Fascia 72+ anni (100%).
- Familiarità: L'autore appartiene alla categoria "Partner" (100%).
- Localizzazione: Nord Italia (100%).
2. Il profilo tipico del presunto autore di omicidio
Il profilo dell'offender rilevato in questa finestra temporale presenta le seguenti caratteristiche:
- Genere: Donna (100%).
- Età: Fascia 36-53 anni (100%).
- Relazione: Partner della vittima (100%).
- Localizzazione: Nord Italia (100%).
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3. Tentati omicidi: variabili e strumenti
Nei 4 casi di tentato omicidio monitorati:
- Il 75% delle vittime sono uomini.
- Il 50% degli episodi coinvolge partner e il 50% conoscenti.
- L'arma da taglio risulta lo strumento prevalente, utilizzata nel 100% dei casi dalle autrici femminili e nel 33% dagli autori maschili.
Il Caso di Milano
Il monitoraggio OSINT ha permesso di approfondire un caso avvenuto a Milano, coinvolgente un uomo di 72 anni.
Analisi del caso:
- Cronistoria: La vittima è stata rinvenuta senza vita dopo aver denunciato la moglie per maltrattamenti solo quattro giorni prima del decesso.
- Dinamica relazionale: Questo evento rappresenta una drammatica escalation di violenza domestica. La denuncia formale indica un tentativo della vittima di interrompere il ciclo del trauma e della sottomissione relazionale.
- Implicazioni cliniche: Dal punto di vista della psicotraumatologia relazionale, l'iper-attivazione dei sistemi di difesa e l'anestesia emotiva possono impedire una risoluzione non violenta del conflitto. Quando uno dei membri della diade tenta di sottrarsi al controllo, il rischio di un esito fatale aumenta esponenzialmente se non supportato da un intervento clinico-giudiziario tempestivo.
Conclusione
I dati settimanali confermano che la violenza familiare si manifesta con pattern complessi che richiedono una valutazione del rischio specifica e multidimensionale. L'alta incidenza di vittime maschili (80%) sottolinea la necessità di promuovere una cultura della prevenzione inclusiva, che offra supporto a vittime, autori e familiari senza distinzione di genere. Come equipe AIPC e CIPR, ribadiamo che solo attraverso il trattamento del trauma relazionale è possibile prevenire la trasformazione della conflittualità in delitto.
