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Correlazione tra vissuti dell’arto fantasma e C-PTSD: Un’analisi psicotraumatologica relazionale

20/02/2026 11:19

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Correlazione tra vissuti dell’arto fantasma e C-PTSD: Un’analisi psicotraumatologica relazionale

Correlazione tra vissuti dell’arto fantasma e C-PTSD: Un’analisi psicotraumatologica relazionaleA cura di: Massimo Lattanzi e Tiziana Calzone.Enti: As

Correlazione tra vissuti dell’arto fantasma e C-PTSD: Un’analisi psicotraumatologica relazionale

A cura di: Massimo Lattanzi e Tiziana Calzone.

Enti: Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia (AIPC), Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale (CIPR), Osservatorio Nazionale Omicidi Familiari (ONOF).

 

Il testo di Rochelle L. Johnson offre una fenomenologia del corpo “mutilato” che trova un parallelismo clinico rigoroso nel Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso (C-PTSD). Attraverso la lente della psicotraumatologia relazionale e dei modelli sviluppati da Lattanzi e Calzone, la mancanza fisica dell’arto e la “mancanza” psichica del sopravvissuto al trauma possono essere interpretate come frammentazioni dell’integrità somato-psichica.

 

Settimana del Cervello 2026: La mente al centro della prevenzione. Non perdere il webinar gratuito “COMPRENDERE LA MENTE PER PREVENIRE LA VIOLENZA”. Esploreremo insieme gli strumenti clinici per riconoscere e prevenire la violenza attraverso la regolazione emotiva. Clicca sul link per partecipare: https://www.settimanadelcervello.it/event/comprendere-la-mente-per-prevenire-la-violenza/

 

La disregolazione emotiva e la finestra di tolleranza

Il “dolore fantasma” descritto come scosse elettriche e coltellate rappresenta, in chiave psicotraumatologica, una violenta uscita dalla finestra di tolleranza. Nei soggetti con C-PTSD, questa finestra è estremamente ristretta a causa di traumi relazionali prolungati.

Perdita del controllo degli impulsi: Proprio come l’arto fantasma “tenta di muoversi” autonomamente, nel C-PTSD i trigger traumatici scatenano risposte di sopravvivenza che possono portare al passaggio all’atto grave dovuto alla perdita del controllo degli impulsi.

Memoria del corpo: L’autrice afferma che “un corpo non dimentica mai ciò che è stato”. Questo coincide con le evidenze del CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale), secondo cui il trauma è una traccia mnestica inscritta nei percorsi neurali.

 

Ascolta il podcast sul Canale AIPC Editore su Spotify, MENTE|CRIMINE|TRAUMA: “Correlazione tra vissuti dell’arto fantasma e C-PTSD: Un’analisi psicotraumatologica relazionale.” Clicca sul link: https://open.spotify.com/episode/3SbeXUtH7XwB5k3pQuYuUx?si=2zJHWN2xS0e5yy2DT8i-pw

 

Il Protocollo VERA e la valutazione del rischio

L’analisi degli omicidi familiari e della violenza relazionale, condotta dall’AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia), utilizza strumenti come il Protocollo VERA per la valutazione del rischio clinico, focalizzandosi sulla variabile del grado di familiarità.

Grado di familiarità: Il testo evidenzia come il dolore provenga da una parte che “non faceva più parte di me”, un vuoto precedentemente abitato. Nella psicotraumatologia relazionale, il trauma più profondo è quello inferto entro i legami di prossimità.

Analisi degli omicidi familiari: La disperazione per la perdita della “casa” o dell’habitat riflette la rottura del legame di attaccamento, una dinamica che trova riscontro nelle analisi dell’AIPC sugli omicidi familiari.

 

Scopri i punti chiave del Summit Internazionale. Clicca sul link per leggere la prima parte della sintesi: 

https://www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it/articoli/post/301534/prima-parte-della-sintesi-del-summit-internazionale-13-febbraio-2026:-la-rivoluzione-nella-cura-del-c-ptsd-e-la-prevenzione-della-violenza

 

Dal residuo alla guarigione: Il modello AIPC/CIPR

La trasformazione del “moncone” in arto residuo è la metafora della resilienza proposta da Lattanzi e Calzone.

Accettazione del limite: Passare dal nascondere la protesi per vergogna alla sua ostensione consapevole mima il percorso terapeutico di integrazione delle parti dissociate nel C-PTSD.

Cura del residuo: La pratica di “massaggiare gentilmente il moncone” o “nutrire il residuo” corrisponde alle tecniche di biofeedback e regolazione emotiva promosse dal CIPR per riportare il paziente nella propria finestra di tolleranza.

 

Scopri i punti chiave del Summit Internazionale. Clicca sul link per leggere la seconda parte della sintesi: 

https://www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it/articoli/post/304406/seconda-parte-della-sintesi-del-summit-internazionale-13-febbraio-2026:-la-rivoluzione-nella-cura-del-c-ptsd-e-la-prevenzione-della-violenza

 

Conclusione

Come sottolineato nel recente Summit del 13 febbraio 2026, la chiave per la guarigione risiede nella capacità di trasformare il dolore fantasma — sia esso fisico o derivante da un trauma relazionale — in un “abbraccio” della propria storia residua. Solo integrando la perdita come parte del sé è possibile ripristinare una regolazione emotiva funzionale e prevenire il passaggio all’atto.

 

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Insieme, possiamo trasformare la sofferenza taciuta in un percorso di guarigione, affinché la "finestra di tolleranza" diventi uno spazio di vita e non il limite oltre il quale si consuma la tragedia.

 

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Riferimenti bibliografici e fonti

Rochelle L. Johnson, “Arto fantasma”, The Georgia Review, Numero invernale 2025.

AIPC (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia): Analisi statistica degli omicidi familiari e profili di rischio.

 

CIPR (Centro Italiano di Psicotraumatologia Relazionale): Protocolli clinici per il trattamento del C-PTSD e della disregolazione emotiva.

AIPC Editore: Pubblicazioni scientifiche su psicotraumatologia e criminologia clinica (Lattanzi, M., Calzone, G.).

Sito di riferimento: www.associazioneitalianadipsicologiaecriminologia.it

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